Vi siete mai chiesti come venne realizzata la scena di Doc Brown sulla torre dell’orologio di Hill Valley?
Alzi la mano chi non ha mai temuto per la vita del simpatico Dottor Brown, interpretato da Christopher Lloyd, appeso sulla torre dell’orologio di Hill Valley, con il mano il cavo che, collegato ad un altro, avrebbe permesso al ragazzo venuto dal futuro, ovvero Marty McFly di tornare nel 1985?
Quella scena, caricata emotivamente anche dalla colonna sonora del grande Alan Silvestri, è sempre stata singolare da vedere, soprattutto per il disperato tentativo di Doc Brown di riuscire a permettere al flusso canalizzatore, situato all’interno della DeLorean, di reagire al fulmine che colpirà la torre dell’orologio alle 22.04 esatte.
Il dottor Emmet Brown ha una forte amicizia con il giovane Marty McFly, tanto da spingere il ragazzo a cercare a tutti i costi di confessare a Doc che nel 1985 verrà ucciso. Dal canto suo Doc non vuole assolutamente venire a conoscenza degli eventi che caratterizzeranno il proprio futuro.
Così, con poco meno di sette minuti a disposizione, e con una forte tempesta di pioggia e vento in arrivo, un ramo cade violentemente a terra staccando il cavo di corrente industriale che Doc aveva collegato ad un altro e che avrebbe permesso all’elettricità prodotta dal fulmine di passare attraverso un gancio attaccato alla macchina del tempo e così ricondurre Marty nel suo tempo.
La scena fu girata a più riprese. Un po’ per la mancata disponibilità di Michael J. Fox, impegnato ad arrivare sul set in tempo, causa obbligo contrattuale per la registrazione di Casa Keaton, un po’ perché la scena richiedeva di essere girata anche all’interno degli studi della Universal.
IL BACK LOT
Così, per salvare la situazione creatasi dalle intemperie, Doc sale le scale per riuscire ad arrivare sulla torre dell’orologio e lanciare il cavo a Marty che poi collegherà all’altro cavo industriale. Qui la scena si divide tra il sublime montaggio realizzato, che vede Marty che tenta a più riprese di avvertire Doc sul proprio futuro, mentre quest’ultimo è in piedi, in bilico sulla torre dell’orologio. Qui Christopher Lloyd era realmente su quella torre, al quarto piano, tenuto in sicurezza proprio da un cavo.

Ma la scena, non venne girata tutta su quella torre. Molte sequenze di “Ritorno al futuro”, anche per riuscire a sottostare agli enormi costi di produzione, furono dirette nelle aree adiacenti agli studi della Universal. Questi studi erano chiamati Back Lot, e permettevano la costruzione temporanea di set cinematografici.
Così, per agevolare il loro lavoro e quello dell’attore costruirono un set uguale a quello della torre dell’orologio per permettere a Christopher Lloyd di girare la scena con più tranquillità, senza rischiare la vita appeso ad un cavo. Quando Doc Brown cerca di oltrepassare il Gargoyle e scivola, staccando una parte di muro dalla torre, l’attore stava quindi lavorando all’interno dei Back Lot. Questo cambio di set permetteva a Christopher Lloyd di poter recitare con più tranquillità, immedesimandosi comunque nel ruolo di un uomo appeso alle lancette della torre di un orologio a diversi metri da terra.
Marty McFly era occupato nel disperato tentativo di far partire la DeLorean che invece non ne voleva proprio sapere di tornare nel 1985. Fuori il temporale imperversava su Hill Valley e il tempo per tornare nel 1985 stringeva. Il fulmine sarebbe dovuto cadere a minuti, ma era necessario ricreare una tempesta adatta alle esigenze del copione.
LE MACCHINE DEL VENTO
Vento e pioggia cadevano sull’asfalto e per ricreare l’effetto tempesta dato dal vento, proprio come nel film del 1939, ovvero “Il mago di Oz”, furono inserite sul set alcune macchine del vento, che servivano appunto a creare l’effetto necessario per dare origine ad un forte temporale che avrebbe dato origine al famoso fulmine di Hill Valley. Tutto questo però portò a far sì che, in fase di post produzione, gli attori (quindi Christopher Lloyd e Michael J. Fox) furono costretti a doppiare i loro personaggi, perché le macchine del vento facevano così tanto rumore che era impossibile sentire ogni loro battuta.

Creare una scena così complicata fino in partenza non è mai facile, ma in fondo è il risultato quello che conta. E in passato, fortunatamente privo di tecnologie così avanzate come le abbiamo oggi, dovevano dare origine alla loro creatività. Ed è per questo motivo che molte pellicole di ieri sono impresse nella memoria e di conseguenza nella storia del cinema. Perché è grazie (e forse soprattutto) al contributo di chi sta dietro le quinti e muove i fili della creatività che oggi abbiamo pellicole come “Ritorno al futuro”.
Nota a margine. La scena è un chiaro riferimento, omaggio ad Harold Lloyd, comico del cinema muto che nel 1923 veniva appeso su di un orologio nel film “Preferisco l’ascensore”, immagine divenuta iconica nella storia del cinema. Inoltre, l’immagine di Harold Lloyd viene citata anche nella scena iniziale di “Ritorno al futuro”, dove una serie di orologi ci presentano l’appartamento del dottor Brown.
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