“Una di famiglia” è uno dei migliori romanzi thriller degli ultimi anni. Ma l’adattamento cinematografico di Paul Feig sarà riuscito a rendergli giustizia?
Fin dall’inizio della sua carriera da regista, avvenuta nel 2003 con “Io sono David”, Paul Feig ha dimostrato la sua tendenza a spaziare tra i generi, passando da una pellicolapuramente drammatica a commedie quali “Le amiche della sposa” e “Corpi da reato”.
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Eppure, da quando ha diretto “Un piccolo favore”, sembra che il suo grande amore sia il thriller. Tuttavia, nonostante questa grande passione, non è ancora chiaro se il sentimento sia corrisposto oppure no. E “Una di famiglia”, la nuova fatica del regista statunitense, non conferma né smentisce tale relazione. Lasciando un grande punto di domanda al quesito.
DAL BEST SELLER DI FREIDA MCFADDEN
Tratto dall’avvincente best seller di Freida McFadden, “Una di famiglia” racconta la storia di una sadica perversione e di una spasmodica ricerca di un’insana perfezione. Vittima di tale ossessione è Millie (Sidney Sweeney), un’avvenente giovane donna in libertà vigilata alla disperata ricerca di un lavoro e di un posto in cui vivere per evitare di dover tornare dietro le sbarre.
E quando viene assunta come badante da Nina Winchester (Amanda Seyfried), la sua vita sembrerà essere giunta ad una svolta.
La villa è bellissima. La stanza degli ospiti in cui soggiornerà è intima ma accogliente. La padrona di casa all’apparenza sembra essere una donna dolce e disponibile. Il marito, Andrew (Brandon Sklenar) è bello da mozzare il fiato. Tutto perfetto quindi… ma ben presto un oscuro segreto legato a villa Winchester verrà a galla.

Il romanzo di Freida McFadden aveva ricevuto molti pareri positivi, sia dai lettori che dalla critica, grazie ad uno stile caratterizzato da un ritmo serrato e dai continui colpi di scena. La storia infatti riesce a coinvolgere e spinge il lettore ad andare avanti per scoprire quale sia la vera storia della famiglia Winchester. E, non meno importante, quale sarà il destino della malcapitata Millie. Adrenalina, senso del mistero e una trama fitta ma mai lenta in grado di appassionare fino ad arrivare al culmine delle rivelazioni finali. Tutti fattori che purtroppo mancano nella pellicola di Paul Feig.
UNA PELLICOLA CHE NON RENDE GIUSTIZIA
Quella dall’adattamento cinematografico è difatti una storia povera di mordente. Una messa in scena in cui è inesistente quella pericolosa attrazione tra Millie e Andrew e, tanto meno, il terrore che attanaglia la povera domestica. Invero, la curiosità di vedere in che modo la domestica fuggirà dalle grinfie dei suoi aguzzini, non basta per rendere appassionante una trama che aveva tutte le carte in regola per essere uno dei migliori thriller degli ultimi tempi.

Per quanto sia palese che l’intenzione sia quella di trasmettere il senso di claustrofobia provata da Millie, incastrata suo malgrado in un lavoro che non può permettersi di perdere, la psicologia dei personaggi viene appena scalfita. Il risultato è un film che, in un certo qual modo, omaggia i thriller kitsch degli anni ’90. Ma rimane impantanato in un limbo che si trova a metà strada tra il giallo psicologico e un’adolescence horror con tanto di final girl.
AMANDA SEYFRIED NON BASTA
E se Paul Feig non riesce a cogliere l’anima di “Una di famiglia”, Amanda Seyfried si impegna fino in fondo per rendere giustizia al personaggio di Nina Winchester. La candidata al Premio Oscar infatti sembra essere l’unico perno in grado di sorreggere una pellicola che non trasmette abbastanza. La sua è un’interpretazione sopra le righe ma in grado di comunicare forti emozioni, a dimostrazione del fatto che molte volte il vero cattivo non è chi ne indossa gli abiti. Ma non voglio rovinarvi il finale… benché diverso e meno sadico rispetto a quello dell’opera letteraria.
Ma nonostante la sufficiente prova di Amanda Seyfried, l’impegno di una sola attrice non basta per risollevare le sorti di una sceneggiatura che non appassiona. E, cosa forse anche
peggiore, non riesce a far affezionare ai personaggi, inserendo inutili cliché senza aggiungere niente di nuovo ad un genere che, nel corso dei decenni, ha donato molto alla Settima Arte.

Titolo Originale: The Housemaid
Anno: 2025
Genere: Thriller
Durata: 131 min.
Regia: Paul Feig
Interpreti: Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar
Soggetto: tratto dall’omonimo romanzo di Freida McFadden
Sceneggiatura: Rebecca Sonnenshine
Distribuzione: 01 Distribution
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