Disponibile su Netflix, la terza stagione della serie ideata da Ryan Murphy, “Monter”. Questa volta il protagonista è niente meno che Ed Gein.
Dopo più di vent’anni di onorata carriera, Ryan Murphy è divenuto uno dei più conosciuti e apprezzati produttori e ideatori di serie TV. È a lui che si deve la creazione di prodotti dal gusto decisamente inquietante come “American Horror Story” e “Ratched”, ma anche di serie quali “Feud” e “Pose”.
E nel 2022 ha dato il via ad una nuova serie antologica dal titolo “Monster”, in cui vengono raccontate le storie di alcuni tra i più terrificanti assassini della storia, tra cui Jaffrey Dahmer, il cannibale di Milwaukee, e i fratelli Lyle ed Erik Menendez, colpevoli di aver ucciso i loro genitori. Così, in attesa della quarta stagione che vedrà come protagonista Lizzie Borden, Murphy ha deciso di raccontarci le macabre azioni di uno dei più mostruosi esseri umani che siano mai esistiti.
TRAILER
Un uomo che ha compiuto crimini tanto raccapriccianti che però hanno ispirato personaggi cinematografici come Norman Bates, Leatherface e Jame Gumb de “Il silenzio degli innocenti”: sto parlando di Ed Gein.
BUONISMO GRATUITO
“Monster – The Ed Gein Story” nasce con la premessa di raccontare la vita criminale di un uomo che ha ucciso due donne (anche se le presunte vittime sono sette in totale), dissotterrato almeno nove cadaveri per poi usare le loro ossa per creare mobili, piatti e scodelle. E, con la loro pelle confezionare un abito che gli conferisse le sembianze di una donna.
Com’è facilmente intuibile, quella di Ed Gein è una storia cruda e violenta, non adatta ai deboli di cuore. Ed è forse per questo che Ryan Murphy, come suo solito, ha deciso di farcire la sua storia con un inutile buonismo, cercando di fare quanto di più sbagliato potesse essere: umanizzare un essere che di umano ha dimostrato di avere ben poco.
Badate bene. Quella che è stata distribuita da Netflix, è una serie che in qualche modo riesce veramente a raccontare le azioni di un raccapricciante serial killer. Ma nel farlo Ryan Murphy, aiutato dal fedele Ian Brennan, si allontana progressivamente da quella che fu la figura di Ed Gein. Basti pensare all’aspetto con cui è stato rappresentato il Macellaio di Plainfield.
MADRE E FIGLIO
Charlie Hunnam, già protagonista di “Sons of Anarchy”, si dimostra veramente sublime nella sua interpretazione. Grazie alla sua espressività, sia fisica che facciale, riesce a trasmettere tutte le difficoltà mentali e corporee di Ed Gein, dando volto e anima ad un uomo turbato e malato, tanto da sembrare un bambino troppo cresciuto che non si rende realmente conto della gravità delle sue azioni. Hunnam è magnetico, e il lavoro che ha fatto per risultare credibile nel panni di uno dei serial killer più feroci di sempre è incredibile. Eppure risulta essere croce e delizia della serie di Ryan Murphy.

Invero, se le movenze e l’espressività ricordano il vero Ed Gein, la prestanza fisica e l’aspetto troppo pulito e ben curato dell’attore risulta fin troppo lontano dall’aspetto indicente e trascurato del serial killer. Ed Gein era un uomo comune, troppo comune. Un uomo che, anche a causa del suo aspetto, allontanava le donne.
E se Hunnam riesce a raccontare le turbe fisiche e mentali del protagonista, Laurie Metcalf riesce a trasmettere tutta la cattiveria e il bigottismo di Augusta Gein. La signora Cooper di “The Big Bang Theory” infatti si cala perfettamente nei panni della madre despota e dominante di Edward. Il volto teso e lo sguardo rabbioso di Laurie Metcalf riescono a penetrare tanto nella mente del figlio quanto in quella degli spettatori. Augusta, devota fino al midollo al Signore, ma in maniera decisamente eccessiva tanto da condurre la stessa a indottrinare una visione della figura della donna decisamente sbagliata agli occhi del figlio, è asfissiante.
L’attrice dimostra una tale intensità nell’impersonare una donna abbietta da delineare il profilo di una persona odiosa sotto ogni punto di vista.
UNA SCELTA INTERESSANTE, MA…
Ma, sebbene Murphy e Brennan abbiano rischiato di mitizzare fin troppo la figura di Ed Gein, la parte più interessante della serie è forse quella in cui i due ideatori mettono in mostra l’influenza che gli eventi di Plainfield hanno avuto sulla cultura popolare. La narrazione infatti, viene spezzata da frammenti in cui viene messa in scena la fase di produzione di capolavori del cinema come “Psycho”, “Non aprite quella porta” e “Il silenzio degli innocenti”. E per quanto possa sembrare disturbante, un simile espediente riesce a far capire l’ascendenza dell’operato di Gein.
Ma il più grande problema di “Monster – The Ed Gein Story” si cela nella sceneggiatura. Per quanto i primi due episodi siano di altissima qualità, puntata dopo puntata la serie perde quel mordente che sembrava potesse caratterizzarla. Oltre a perdere quello che avrebbe potuto essere il senso della storia, ossia che il genere umano è talmente suscettibile da pendere dalle labbra di un essere orribile come Ed Gein, la sceneggiatura scritta da Brennan tenta di giustificare fino allo sfinimento le azioni del Macellaio. L’umanizzazione cui va incontro il personaggio protagonista è fin troppo estrema, tanto da dipingere un omicida come una vittima. E non c’è niente di più sbagliato.
E se Charlie Hunnam conferma di essere un interprete in stato di grazia, la sua performance non basta per rendere credibile la storia di uno dei più efferati assassini della storia.

Titolo Originale: Monster – The Ed Gein Story
Anno: 2025
Genere: Thriller/Biografico
Ideata: Ryan Murphy
Regia: Ian Brennan e Max Winkler
Interpreti: Charlie Hunnam, Laurie Metcalf, Suzanna Son, Tom Hollander
Sceneggiatura: Ian Brennan e Max Winkler
Casa di Distribuzione: Netflix
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