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Lo Squalo: Dal romanzo di Benchley all’opera di Spielberg

Andrea Di Mastrorocco by Andrea Di Mastrorocco
in Letteratura, Lo Squalo, Steven Spielberg, Tra le pagine di un film
Lo Squalo: Dal romanzo Benchley all'opera di Spielberg
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Spesso i registi reinterpretano le opere letterarie a proprio modo. Nel 1975, Steven Spielberg ha voluto donare al mondo la propria versione de “Lo Squalo” di Peter Benchley, plasmando la storia secondo il suo personale punto di vista.

Se Steven Spielberg avesse girato “Lo Squalo” nell’epoca moderna probabilmente avrebbe usufruito del digitale o (ancora peggio) dell’I.A., dirigendo così una pellicola in cui il gigantesco predatore acquatico fosse molto più presente. Ma, fortunatamente, il regista decise di adattare il libro di Peter Benchley nel 1975, quando ancora la computer graphica non poteva risolvere ogni problema e i cineasti dovevano affidarsi al loro estro.

Fu così che il Maestro diresse un film ancora in grado di trasmettere ansia e terrore grazie all’ausilio di due semplici note. “Lo Squalo” infatti, pur mostrando pochissimo il bestione che perseguita la cittadina balneare di Amity, infonde quella paura primordiale che solo l’ignoto è in grado di suscitare. Difatti, Spielberg trovò un modo tanto elegante quanto ingegnoso di adattare per il grande schermo quello che Benchley descrisse nelle pagine del suo più celebre romanzo.

Lo scrittore statunitense invero raccontava minuziosamente sia i movimenti che i pensieri dello squalo, mostrando una particolare attenzione sull’istinto che lo spingeva a cacciare qualunque cosa attirasse la sua attenzione, dalla fanciulla che nuotava in mare al ragazzino che veniva inghiottito assieme al suo tappetino giallo. Ma, soprattutto, attraverso la parola scritta, riusciva a esprimere la paura che i personaggi provavano durante gli attacchi dello squalo.
Lo Squalo: Dal romanzo Benchley all'opera di Spielberg
Un’immagine dal set. Steven Spielberg disteso dentro la bocca dello Squalo.

Seguendo quanto scritto nel romanzo quindi, Spielberg elaborò una trama piuttosto fedele all’opera originale, facendo però un importante lavoro di caratterizzazione sui personaggi. La sceneggiatura riesce a rendere giustizia al libro, con i dovuti tagli ovviamente. Tuttavia il futuro regista Premio Oscar decise di rendere i protagonisti meno sgradevoli e più adatti ad una storia in cui avrebbero dovuto ricoprire ruoli di primo piano.

E allora, diamo un’occhiata ai cambiamenti che Steven ha deciso di apportare alla caratterizzazione dei personaggi principali, ma non su Quint. Il cacciatore di squali e difatti l’unico che ha mantenuto la sua singolare personalità.

MARTIN BRODY (ROY SCHEIDER)

Cominciamo proprio dal protagonista principale. Il capo della polizia di Amity, uomo di legge e di sani principi, colui che ha il compito di far rispettare le regole e che, pur abitando in una località balneare, ha una fifa tremenda dell’acqua. Più precisamente, Brody ha la fobia di annegare. Martin proviene da New York e si è trasferito ad Amity, assieme alla moglie Ellen e ai due figli Michael e Sean, da appena un anno. Non che Martin rimpianga la Grande Mela in quanto, a differenza di New York, nell’isoletta la delinquenza è praticamente inesistente.

Lo Squalo: Dal romanzo Benchley all'opera di Spielberg
Il Capo Martin Brody, interpretato da Roy Scheider.

Ma parliamo della versione romanzesca del nostro amato capo della polizia. Nel libro di Benchley, Brody è nato e cresciuto ad Amity e, come nel film, ha da sempre una tremenda paura di affogare. E, cosa non meno importante, è un tipo poco socievole che, escludendo quella piccola cerchia di amici, difficilmente riesce a fare amicizia con i turisti che nei mesi estivi affollano l’isola, nonostante i perpetui tentativi della moglie.

Martin è un uomo che si sente a proprio agio nella sua piccola città ma se si trova a dover conversare con individui a lui estranei, facenti parte di un ceto sociale ben diverso e più privilegiato del suo, diventa tremendamente insicuro. Convinto di non aver niente in comune con tali persone, Brody si sente spesso inferiore e questo lo porta ad adottare dei comportamenti piuttosto insopportabili.

Eppure, nonostante queste differenze caratteriali, entrambi i dimostrano una tempra morale invidiabile e un attaccamento al proprio dovere davvero ammirevole, specialmente se si pensa che pur di liberare Amity dal flagello rappresentato dallo squalo, Brody decide di affrontare la sua più grande paura e imbarcarsi sull’Orca, ossia il peschereccio di Quint.

ELLEN BRODY (LORRAINE GARY)

Ad Amity, durante la stagione estiva, esistono due tipi distinti di persone: i residenti e i villeggianti. I primi, ovviamente, sono gli abitanti della località balneare, coloro che la popolano per tutto l’anno. Al contrario, i villeggianti, sono i turisti, provenienti principalmente dalla vicina New York, che d’estate affittano gli appartamenti e per tutta la stagione si stabiliscono sull’isola per godere della calura, della spiaggia e dell’acqua limpida. Ellen Brody riesce ad incarnare la natura di entrambi, soprattutto nel romanzo. Ma andiamo per gradi…

Lo Squalo: Dal romanzo Benchley all'opera di Spielberg
Lorraine Gary nei panni di Ellen Brody.

Sebbene si accenni al fatto che provenga da New York, nella sua pellicola Spielberg dipinge Ellen come una donna semplice, follemente innamorata del suo amato capo della polizia e felice di vivere ad Amity assieme a Martin e ai suoi figli. Invero, il suo matrimonio con Brody non potrebbe essere più solido e lei e suo marito non potrebbero essere una coppia più affiatata. Tutto rose e fiori quindi.

Va però considerato che “Lo Squalo” (il film) è una storia sul confronto tra la natura e l’uomo, una sfida mortale tra uno dei predatori più antichi del mondo e gli esseri umani, mentre il romanzo di Peter Benchley si concentra principalmente sulle relazioni umane. Per questo la maggior parte della storia si svolge sulla terra ferma piuttosto che in mare.

E, se si parla di psicologia e caratterizzazione, la signora Brody è forse il personaggio più complesso descritto tra le pagine del romanzo.

Ellen proviene da un’abbiente famiglia newyorkese che, come migliaia di altri villeggianti, passava le estati ad Amity. Ma, dopo aver conosciuto, essersi innamorata e aver sposato Martin, si è stabilita in pianta stabile sull’isola, rinunciando a tutto ciò che la Grande Mela aveva da offrire.

Col tempo si convince di essere felice. Tuttavia il desiderio di essere di nuovo la ricca e viziata fanciulla di città spesso riaffiora, specialmente nel periodo estivo. E quando ciò accade, Ellen cambia totalmente personalità e si allontana dalla donna semplice e felice che abbiamo apprezzato nel film, diventando quindi più snob, insoddisfatta e decisamente molto più allegra (se mi capite…).

MATT HOOPER (RICHARD DREYFUSS)

Richard Dreyfuss ha sempre avuto la faccia del bravo ragazzo. Guardandolo si percepisce una calma innata, degna di un uomo che non pugnalerebbe mai nessuno alle spalle. Eppure, dietro al volto di Matt Hooper c’è ben altro.

Lo Squalo: Dal romanzo Benchley all'opera di Spielberg
Il trio di cacciatori di squali. Quint (Robert Shaw), Brody e Matt Hooper (Richard Dreyfuss).

Ovviamente non sto parlando del piacevole biologo marino del film datato 1975. Difatti, grazie alla sua esperienza e al carattere affabile, Hooper riesce immediatamente ad instaurare un bel rapporto di amicizia e rispetto con il Capo Brody. Legame che si rafforza quando i due si imbarcano sulla barca di Quint per cacciare il mastodontico squalo. Ma se credete che nel romanzo accada le stessa cosa, vi sbagliate.

Per quanto il suo aiuto sia prezioso, la versione letteraria di Matt si rivela essere molto più che odiosa. Il biologo infatti rappresenta tutto ciò che Ellen ha sempre desiderato. Hooper è ricco, ha un lavoro importante che lo appassiona, ha avuto tutte le opportunità che lei non ha avuto e, cosa ancora più importante, invece di essere confinato in una piccola isola vive in una grande città.

Al contrario dell’umile, ma determinato, personaggio del film, quello del romanzo è un uomo che spesso pone i suoi interessi in primo piano e questo lo porta ad avere dei comportamenti sgradevoli sia nei confronti di Brody che di Quint. Hooper mente, volta le spalle agli amici e, in certe particolari circostanze , trascura il lavoro e si rivela essere talmente opportunista da portare il lettore a sperare che lo squalo riesca a sfondare quella maledetta gabbia.

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Andrea Di Mastrorocco

Andrea Di Mastrorocco

Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.

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