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Only Murders in the Building: curiosità sulla serie

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in Curiosità, Disney +, Steve Martin, Streaming
Only Murders in the Building: curiosità sulla serie
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Sapevate che… No! Non vi roviniamo la sorpresa. Ecco qualche simpatico aneddoto su “Only Murders in the Building”.

Quando scatta l’allarme antincendio, gli inquilini di un elegante condominio dell’Upper West Side sono costretti ad evacuare le proprie abitazioni e rifugiarsi in un bar a pochi passi dal loro palazzo. Qui i nostri protagonisti si incontreranno, e grazie questo incontro la vita di ognuno di loro cambierà per sempre. Charles-Haden Savage, un ex attore televisivo divenuto celebre per aver interpretato uno sbirro in una serie TV. Oliver Putnam, un regista finito in rovina dopo il clamoroso flop del suo spettacolo a Broadway. E Mabel Mora, una giovane restauratrice nonché aspirante artista.

Apparentemente niente sembra legare questi tre insoliti personaggi. Niente tranne passione per “Non c’è niente di ok in Oklahoma”, un podcast true crime che seguono assiduamente. Ma quando nel loro palazzo si consuma un terribile delitto, archiviato dalla polizia come suicidio, Charles, Oliver e Mabel decidono di indagare e di trovare il colpevole di quello che secondo loro è un omicidio in piena regola. E, ispirandosi al celebre true crime, decidono quindi di avviare le loro personali indagini e di creare a loro volta un podcast che chiameranno “Only Murders in the Building”.

Così comincia una delle serie rivelazione di Disney+. E della serialità in generale. Uscita nel 2021, e giunta ormai alla quarta stagione, “Only Murders in the Building” è sicuramente uno dei prodotti più originali del panorama seriale.

Forte di un cast d’eccezione e di personaggi caratterizzati in maniera eccelsa, “Only Murders in the Building” si presenta come un thriller decisamente atipico in quanto mistero e ossessione si mescolano alla perfezione con divertenti gag, situazioni assurde e, soprattutto, con l’esuberanza dei tre protagonisti. Complice, ovviamente, l’esperienza più che decennale nella commedia di autentici pezzi da novanta come Steve Martin e Martin Short.

Only Murders in the Building: curiosità sulla serie
Oliver Putnam (Martin Short) assieme alla sua amata Loretta (Meryl Streep).

Puntata dopo puntata, stagione dopo stagione, omicidio dopo omicidio, Charles, Oliver e Mabel conducono gli spettatori nei meandri (letteralmente) del loro condominio, portando alla luce segreti inimmaginabili e intrecci interpersonali tanto complessi quanto divertenti. Aiutati, naturalmente, da un sottobosco di strambi e adorabili personaggi che popolano l’universo di “Only Murders in the Building”.

E per quanto i tre podcaster siano pericolosi quanto Jessica Fletcher, la serie TV targata Disney ha ottenuto un meritato successo. E infatti ci sono delle interessanti curiosità che abbiamo intenzione di svelarvi.

1 – L’Arconia

Gran parte della vicenda, almeno nelle prime tre stagioni, si svolge in un condominio denominato Arconia. Ossia, il palazzo dove vivono i nostri tre simpatici protagonisti.

Com’è facilmente intuibile, si tratta di un edificio fittizio, inventato e costruito appositamente per “Only Murders in the Building”. Tuttavia le riprese esterne sono state fatte in nel cortile di un edificio che si trova a Manhattan, il Belnord. Gli interni invece sono stati minuziosamente riprodotti in studio. Invero, i designer hanno fatto in modo che ogni appartamento rispecchiasse le caratteristiche e la personalità dell’inquilino che vi abitava.

2 – Un inizio diverso

La sceneggiatura iniziale di “Only Murders in the Building” era leggermente diversa. I tre detective improvvisati protagonisti della storia dovevano essere attori ormai anziani prossimi alla pensione. Ma un evento inaspettato cambiò la prospettiva della serie. E questo evento si chiama Selena Gomez.

Nel momento in cui la giovane star si è mostrata interessata alla parte di Mabel, i produttori hanno deciso di stravolgere la trama. Un scelta che si è rivelata essere molto azzeccata. Oltre ad attirare molto più pubblico grazie alla popolarità di Selena, l’alchimia che si crea tra i tre personaggi è papabile ad ogni scena. E la differenza di età tra Charles, Oliver e Mabel ha reso interessanti e molto originali gli sviluppi della trama.

3 – Una grande citazione

Nell’episodio numero 9 della terza stagione di “Only Murders in the Building”, nel tentativo di dimostrare l’innocenza di Loretta (Meryl Streep), Mabel corre in tribunale vestita da sposa in modo da entrare nell’aula. Assieme a lei ci sono ovviamente Charles e Oliver che si presentano come “i padri della sposa”.

Ebbene, questa è una piccola e fine citazione. Invero, Steve Martin e Martin Short, tra il 1991 e il 1995 hanno girato due film dal titolo “Il padre della sposa”, remake del famoso film con Spencer Tracy ed Elizabeth Taylor del 1950. Nel film Steve Martin impersona il suddetto padre del titolo (ruolo che fu di Spencer Tracy) e Short interpreta Franck, ossia il wedding planner incaricato di organizzare il matrimonio.

Ma non solo. Se qualcuno ha notato la straordinaria alchimia tra i due attori non ha sbagliato. “Only Murders in the Building” è difatti la quinta collaborazione cinematografica tra Steve Martin e Martin Short che, oltre ai due capitoli dedicati al “Padre della sposa”, i due attori si sono incontrati sul set de “I tre amigos” e, nelle vesti di doppiatori, de “Il Principe d’Egitto”.

4 – Un insospettabile musicista

In più di un’occasione possiamo ammirare Charles (Steve Martin) suonare la concertina. E se state pensando che sia tutto finto, vi sbagliate. Martin infatti è un affermato musicista e polistrumentista. Ed in ogni scena in cui il personaggio suona la fisarmonica è l’attore stesso ad eseguire le suonate.

Only Murders in the Building: curiosità sulla serie
Steve Martin e Martin Short nella pellicola “Il padre della sposa”.

Ma finiamo in bellezza. Da dove hanno preso ispirazione per la realizzazione della famosa serie tv?

5 –Il Podcast Originale

Il podcast true crime diretto da Charles, Oliver e Mabel si ispira ad un vero podcast, che potrebbe essere considerato il capostipite di tutti i true crime, “Serial”.

Prodotto fin dal 2014 e condotto dalla giornalista investigativa Sarah Koenig, “Serial” indagava vari casi di omicidio. Tra cui quello della studentessa Hae Min Lee avvenuto nel 1999 e per il quale la giornalista sosteneva fosse stata condannata la persona sbagliata. E fu proprio grazie a “Serial” che i podcast, nel corso degli anni, hanno raggiunto il meritato successo in tutto il mondo.

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  • Running Up That Hill: In bilico tra vita e morte
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