Le scene con protagonisti i componenti della famiglia Addams fanno parte della cultura popolare. Ma fu solo grazie alle vignette pubblicate sul New Yorker che esse presero vita.
Un gruppetto di cantori intona le note di un’allegra canzone natalizia di fronte ad un’immensa residenza dalle fattezze vittoriane, completamente ignari del pericolo che incombe su di loro. Qualche metro più in alto, sul tetto della funerea dimora, un gigantesco uomo dall’aspetto simile a quello della Creatura di Frankenstein, assieme alla famiglia per cui lavora come maggiordomo, sta per riversare sulle loro teste un calderone colmo di olio bollente.
Così comincia “La famiglia Addams”, pellicola del 1991 diretta da Barry Sonnenfeld, dedicata agli eccentrici personaggi creati dal fumettista del New Yorker, Charles Addams (per gli amici Chas).
Il nostro intento è quello di farvi conoscere alcune tra quelle illustrazioni che ispirarono sia Sonnenfeld che gli ideatori della serie TV per la creazione di alcune tra le scene più celebri e iconiche de “La Famiglia Addams”.
L’OSCURA DIMORA DELLA FAMIGLIA ADDAMS
La prima apparizione di Casa Addams (che in realtà non esiste) risale alla vignetta pubblicata sul New Yorker il 6 agosto del 1938, prima che il nucleo famigliare degli Addams prendesse forma. Invero, molti dei celebri protagonisti che in seguito andarono a comporre l’universo della Famiglia Addams, nacquero come personaggi singoli, senza nome e caratterizzazione. Difatti, Addams era solito disegnare delle vignette auto conclusive, con dei characters che non avessero né un nome né una storia. Fino a quel fatidico 6 agosto 1938, data in cui il progetto de “La Famiglia Addams” prese effettivamente forma.

L’illustrazione uscita sul New Yorker metteva in mostra una prima versione di Morticia e di Lurch e un mercante ambulante che cercava di venderle un aspirapolvere. Ci pensate.. un aspirapolvere a Morticia Addams?! Roba da matti.
Tuttavia ci vollero anni prima che Chas disegnasse il prototipo di quella che sarebbe divenuta la l’oscura dimora della famiglia più stravagante della storia. Difatti, grazie all’immagine inquestione possiamo ammirare un piccolo scorcio del fatiscente atrio di Casa Addams, adornato da ragnatele, pipistrelli, una scalinata che conduce al piano superiore e un singolare personaggio che, in futuro, sarebbe diventato Mano.
Da quel momento, gli interni della futura abitazione degli Addams apparvero in molte altre vignette sempre con lo stesso aspetto dissestato, la scalinata dall’aria scricchiolante che conduceva al piano superiore e grandi vetrate che offrivano un elegante veduta su un paesaggio dall’aspetto decisamente lugubre. E, per quanto avesse tutte le caratteristiche di una reggia, aveva ad ogni modo le fattezze e la decadenza della tipica dimora in rovina, perfetta per una famiglia singolare e tenebrosa come gli Addams. Ma, come abbiamo anticipato, ci vollero anni prima che l’esterno di Casa Addams venisse finalmente reso noto.
L’OLIO BOLLENTE
Quello pubblicato sul New Yorker il 21 dicembre del 1946, dal titolo “L’olio bollente”, è forse uno dei lavori più famosi e più riconoscibili dell’opera di Chas Addams, nonché la chiara fonte ispiratrice della sequenza iniziale del film di Sonnenfeld, agli inizi degli anni ’90. Grazie ad un sapiente gioco di ombre e a un ottimo uso del bianco e nero, il fumettista riuscì a cogliere e a trasmettere l’essenza non solo della casa ma di tutto il possedimento di Gomez e Morticia Addams.
Osservando la vignetta, attorno alla villa possiamo infatti scrutare un cancello atto a delimitare il giardinetto adiacente, una serie di alberi spogli e una gigantesca ombra che proietta sulla neve enormi rami. Il tutto incorniciato da un cielo nero pece. In questa agghiacciante atmosfera, la famiglia Addams si apprestava a scacciare, con un calderone di olio bollente, un gruppetto di coristi che stazionava a pochi passi dalla loro casa.
Sia Addams che Sonnenfeld presero l’astuta decisione di rappresentare il pericolo che incombeva sui malcapitati menestrelli, senza però mostrare l’attimo in cui questi sarebbero stati travolti dall’olio bollente. Nella vignetta gli Addams percepivano l’arrivo dei coristi come un’invasione, una violazione del loro domicilio, e in quanto tale doveva essere punita. E una famiglia eccentrica come gli Addams in quale altro modo potrebbe mai castigare un invasore se non ustionandolo con dell’olio bollente?
SEI INFELICE, TESORO?
La vignetta datata dicembre del 1946 funse da pilastro per tutte le rappresentazioni, sia fumettistiche che cinematografiche (o televisive) e, sicuramente, rimane una delle illustrazioni più famose del disegnatore americano. Ciononostante, circa un anno prima, il New Yorker aveva pubblicato un’altra illustrazione che ritraeva per intero la casa. Si trattava di una veduta esterna della villa, con il cartello che riportava la scritta “BEWARE OF THE THING”, riferito naturalmente al personaggio di Mano, che tanto ricorda la raffigurazione apparsa nella serie TV degli anni ’60 che, a titolo informativo, si trova all’indirizzo 0001 Cemetery Lane, accerchiata da una palude e dal cimitero di famiglia. Questo e molti altri particolari vennero poi ripresi anche nella pellicola del 1991.
Il famoso scambio di battute tra Gomez e Morticia, per esempio, in cui lui le chiede, in maniera piuttosto passionale, “Sei infelice, Tesoro?” e lei risponde, altrettanto passionalmente, “Oh, si, si! Completamente” è un chiaro tributo ad una vignetta datata 14 novembre 1942. Un’immagine che ritrae i due innamorati nel soggiorno della loro villa, rigorosamente corredato di ragnatele, romanticamente abbracciati sul divano di fronte ad un camino spento.
PUGSLEY E IL CUCCIOLO
Alcune delle vignette pubblicate sul New Yorker sono state fonte di ispirazione per la sceneggiatura di interi episodi della serie televisiva. Come è accaduto per “Puglsey e il cucciolo” (secondo episodio della prima stagione), in cui, colto da un improvviso sentimento per un simpatico cagnolino, il piccolo Addams decide di prendersene cura e comincia dunque a vestirsi e a comportarsi come un bravo scout.

L’omaggio è riferito ad una vignetta apparsa sul New Yorker in cui, osservando loro figlio guardarsi allo specchio con aria fiera nella sua uniforme da scout, uno dei coniugi esclamava “Beh, di sicuro non ha preso dalla mia famiglia”.
Infine (occhio allo spoiler) durante l’ultima scena del film del 1991 vediamo Morticia annunciare a Gomez di essere incinta esibendo un adorabile vestitino adornato da quattro gambe, fatto da lei stessa con ago e filo. Una scena che indubbiamente si ispira all’illustrazione che porta il titolo di “Tesoro!”, dove la matriarca degli Addams è impegnata nel cucire il medesimo vestitino che compare nel film.
Sia David Levy (creatore della serie TV) sia Barry Sonnenfeld sono stati fortemente influenzati e ispirati dal lavoro di Addams. Difatti, l’opera del fumettista ha preso vita grazie ai loro lavori.
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