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Finché morte non ci separi: E non vissero per niente felici e contenti

Andrea Di Mastrorocco by Andrea Di Mastrorocco
in Cinema, Cinema Recensioni
Finché morte non ci separi: E non vissero per niente felici e contenti
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Samara Weaving è la protagonista di un survival horror… che non ti aspetti!

Il matrimonio, dovrebbe essere il giorno (o uno dei giorni) più belli e attesi nella vita di una coppia. Il solenne momento in cui i due innamorati si scambiano le promesse, gli anelli nuziali e quel fatidico “puoi baciare la sposa”, sanciscono la più romantica delle unioni… o almeno in teoria. Difatti, quando due anime si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio non si congiungono in matrimonio solamente alla propria anima gemella (o presunta tale), ma anche con tutta la sua famiglia. E se questa famiglia sono i Le Domas, allora probabilmente è meglio chiedere immediatamente un’istanza di divorzio.

TRAILER

Anche la prima notte di nozze è uno dei momenti più attesi (e bollenti) nella vita di una coppia. Una di quelle notti magiche, da ricordare per il resto della vita, che sancisce ufficialmente l’inizio della vita matrimoniale… in teoria. Come abbiamo detto poc’anzi infatti, se sposi il discendete della famiglia Le Domas sposi anche la sua famiglia e loro… “stravaganti?” tradizioni.

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E pensare che tutto quello che Grace (Samara Weaving) ha sempre desiderato era proprio avere una famiglia unita e numerosa. In quanto orfana e cresciuta da genitori in affido, la povera Grace non ha mai avuto una vera e propria famiglia di cui sentirsi parte integrante. E quando Alex Le Domas (Mark O’Brien) le chiede di diventare sua moglie era proprio certa di aver finalmente trovato il suo posto nel mondo. Quello di cui Grace non era a conoscenza era che la sua prima notte di nozze sarebbe diventata un incubo ad occhi aperti, piuttosto che una favola d’amore.

TUTTO PERFETTO A VILLA LE DOMAS

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, i registi che hanno riportato sul grande schermo la saga di “Scream”, “Finché morte non ci separi” è una pellicola che fin dalle prime battute riesce a trasmettere una certa inquietudine. L’atmosfera che si respira a villa Le Domas non è certo luminosa come la giornata soleggiata che sembra benedire il lieto evento. Invero, la sfarzosità della reggia e l’eleganza dei suoi proprietari non bastano a rendere rassicurante quello che ha tutta l’aria di essere un massacro annunciato.

Finché morte non ci separi: E non vissero per niente felici e contenti
Il fatidico momento della scelta del gioco. Samara Weaving è Grace MacCaullay.

Merito di un cast, che vanta nomi come Andy MacDowell, Henry Czerny e Adam Brody, in grado di dare una buona caratterizzazione ai classici personaggi dal sangue blu che, dietro il loro titolo nobiliare, nascondono un terribile segreto. E la regia della collaudata coppia Olpin-Gillett si dimostra tanto dinamica quanto efficace. Coinvolgente e ansiogena.

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Le pellicola infatti non si perde in troppi fronzoli e ingrana immediatamente dimostrandosi fin da subito una storia elettrizzante, sorprendente piuttosto che romantica. Perché, è bene metterlo in chiaro, sebbene si parli di un matrimonio, c’è ben poco di romantico in “Finché morte non ci separi”.

E SE CENERENTOLA NON INCONTRASSE IL PRINCIPE?

Così, in men che non si dica, Grace comprende fin da subito di non essere la Cenerentola che ha finalmente trovato il suo principe ed è pronta a vivere l’apice della sua storia d’amore. Piuttosto si trova catapultata in un macabro gioco dove per sopravvivere è costretta ad uccidere. “Finché morte non ci separi” infatti non è una fiaba. E il titolo non è un altro modo per dire “e vissero felici e contenti”. E per quanto la trama possa sembrare semplice e facilmente intuibile, la sceneggiatura di Guy Busick e Ryan Murphy (si, quel Ryan Murphy) riserva molti interessanti colpi di scena nonché un’elaborata riflessione.

Finché morte non ci separi: E non vissero per niente felici e contenti
I novelli sposi durante la prima notte di nozze. Alex Le Domas (Mark O’Brien) e Grace.

Fin dalla sua comparsa in scena, la povera Grace si trova costretta a scendere a patti con il proprio coraggio e a prendere delle decisioni talmente delicate da cambiarle radicalmente la vita. Come prendere in sposo Alex nonostante lo conosca da appena un anno e mezzo. Accettare la sua famiglia sebbene lo stesso ragazzo le abbia proposto di fuggire prima che le nozze abbiano luogo. E, infine, quando si trova costretta a partecipare ad un gioco più grande lei, scegliere se rassegnarsi a una morte certa o lottare per la sopravvivenza.

DIFFICILI DECISIONI

Ed è proprio sulle scelte dettate dall’essere umano, infimo e brutale, che si concentra il film, sebbene in maniera velata e celata dietro una grande quantità di sangue, che “Finché morte non ci separi” si ferma a riflettere. Ogni decisione ha infatti una conseguenza, terribile o meno, e Grace lo imparerà a proprie spese. Ma non solo, perché sebbene la protagonista assoluta sia Samara Weaving, il film riesce a concentrarsi sul concetto della “famiglia” e sulle tradizioni ad essa connesse.

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Come Grace infatti, anche i Le Domas saranno costretti a prendere una drastica e fatidica decisione, trovandosi ad un bivio che, loro malgrado, sono obbligati ad attraversare. Preservare l’integrità del loro nome o cedere il passo alla benevolenza? Mantenere un titolo e quindi la regalità del loro sangue o accettare un’estranea di diverso ceto sociale? E, cosa ancora più importante, restare ancorati al passato e alle tradizioni o guardare al futuro?

Il risultato è una pellicola grottesca ma densa di significato, che riesce ad unire le atmosfere dark del genere horror all’adrenalina dei thriller. Il tutto senza però rinunciare a quella componente paradossale che rende “Finché morte non ci separi” uno dei migliori survival movie degli ultimi anni (forse anche del nuovo millennio volendo esagerare). E non lasciatevi ingannare dal ritmo serrato della narrazione perché, oltre alla violenza, al sangue e alla lotta per la sopravvivenza, guardando la pellicola di Bettinelli-Olpin e Gillett vi sentirete obbligati a soffermarvi su tutti i significati che si celano dietro il loro massacro.

Finché morte non ci separi: E non vissero per niente felici e contenti

Titolo Originale: Ready or Not

Anno: 2019

Genere: Thriller, horror, commedia

Durata: 95 min.

Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett

Interpreti: Samara Weaving, Mark O’Brien, Adam Brody, Andie MacDowell

Sceneggiatura: Guy Busick

Distribuzione: 20th Century Fox

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Andrea Di Mastrorocco

Andrea Di Mastrorocco

Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.

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