Vincitore della Palma d’Oro e del Premio Oscar, “Anora” ha incantato critica e pubblico. Eppure c’è qualcosa che non va…
Nel 1990, in tutta la sua affascinante eleganza Edward Lewis, all’epoca Richard Gere, un genio dell’economia incapace di guidare la macchina con il cambio manuale, chiese aiuto ad una giovane e avvenente prostituta di nome Vivian Ward, impersonata dalla bellissima Julia Roberts. Quella che nacque tra loro, ovvero tra un affarista multimilionario e una donna di strada, è una delle storie d’amore più belle e profonde che il cinema abbia mai visto.
TRAILER
Sebbene tutto sia nato da un semplice accordo, che non prevedeva nessun sentimento, in “Pretty Woman” ogni scambio di sguardi trasudava dell’intenso amore tra Edward e Vivian. Tanto bello e forte da cambiare la vita ad entrambi.
UN’OPERA IN TRE ATTI
Ecco, guardando “Anora”, almeno all’inizio, si ha la sensazione che quello tra la giovane Ani (Mikey Madison), un’avvenente spogliarellista di uno strip club, e Vanja (Mark Ejdel’stejn), un ricco e viziato rampollo figlio di un oligarca russo, possa essere un amore grande quanto quello dei protagonisti di “Pretty Woman”. Un paragone tanto azzardato quanto del tutto sbagliato.
“Anora”, film premiato a Cannes con la Palma d’Oro e come Miglior Film ai Premi Oscar, si sviluppa come un’opera in tre atti. Al centro della storia, ovviamente, la sexy e opportunista Ani che, cosciente dell’effetto che ha sull’immaturo Vanja, coglie l’occasione per abbandonare lo squallore della sua vita e vivere nel lusso. La prima parte della pellicola infatti assume ben presto i connotati di una storia romantica, che poi si tramuta in una comica, anche se grottesca, avventura per le strade della Grande Mela, fino al prevedibile dramma che si consuma nella parte finale del film.
OTTIMA LA REGIA, BELLE LE INTERPRETAZIONI
Sean Baker, autore statunitense classe 1971, qui nelle vesti di regista e sceneggiatore, dirige con maestria una pellicola in grado di spaziare tra i generi. Il tratto autoriale infatti si percepisce ad ogni inquadratura che mai risulta disturbante. La fotografia, che rende nitide scene girate nel neon dello strip club quanto quelle nella lussuosa villa di Vanja, aiuta la regia a rendere fluente la trama di “Anora”. E la sceneggiatura, scritta da Baker stesso, è la prova che anche un soggetto non troppo elaborato può dare il via ad una storia intensa e coinvolgente.

Il tutto sorretto dall’interpretazione di Mark Ejdel’stejn e, soprattutto, di Mickey Madison, nel ruolo che le è valso il Premio Oscar. Attraverso la sua espressività, la giovane e promettente interprete americana riesce a dar volto e anima ad Anora. E per quanto sia la parlantina una della caratteristiche principali della spogliarellista, è attraverso le sue espressioni che percepiamo la felicità e i turbamenti di Ani.
TROPPO PREVEDIBILE
Eppure, fin dal primo incontro tra Ani e Vanja si ha la sensazione che di quel profondo amore che legava Edward e Vivian non si senta neanche il profumo. Per quanto sia ben scritta, sembra che Sean Baker abbia inutilmente allungato il brodo tralasciando però alcuni degli aspetti fondamentali della trama. E così, alcuni degli eventi più importanti accadono in maniera troppo frettolosa, se non addirittura casuale.
Inoltre, a differenza di “Pretty Woman”, è palese fin da subito che tutto il rapporto tra i due giovani protagonisti si riduca al mero desiderio carnale. E per questo la pellicola cade nel tranello della prevedibilità. Invero, per quanto la sceneggiatura sia fluente e la regia solida, si ha la sensazione di sapere già come tutto andrà a finire. Questo in virtù del fatto che i due protagonisti, Anora e Vanja, siano stati perfettamente caratterizzati, tanto da rendere prevedibili le loro reazioni e il loro destino.
Volendo tirare le somme, “Anora” si presenta come una bella fiaba moderna in cui la fanciulla dalle umili origini riesca a trovare il principe che potrebbe salvarle la vita. Una trama apparentemente non troppo originale ma che viene ben sviluppata, non fosse per la prevedibilità degli eventi che sconvolgeranno la quiete in cui si trovano a vivere Ani e Vanja. La pellicola gode quindi di un’ottima regia e di una bellissima interpretazione di Mickey Madison, ma pecca di scontatezza, risultando quindi un’opera riuscita a metà.

Titolo Originale: Anora
Anno: 2024
Genere: commedia, drammatico, sentimentale
Durata: 139 min
Regia: Sean Baker
Interpreti: Mikey Madison, Mark Ėjdel’štejn, Jurij Borisov, Karren Karagulian
Soggetto e Sceneggiatura: Sean Baker
Casa di Distribuzione: Universal Pictures
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