“Il Mistero di Sleepy Hollow” è una delle pellicole più amate di Tim Burton. Ma da dove trasse ispirazione il regista americano?
La maggior parte delle storie che oggi possiamo leggere nelle pagine dei libri e nei fumetti, o che possiamo vedere attraverso film e serie TV, spesso non sono altro che versioni moderne di antiche leggende, miti folkloristici e credi religiosi. Partendo dalla nobile arte dei Canta Storie, tali narrazioni sono state tramandate di generazione in generazione fino ad arrivare ai giorni nostri, subendo mutazioni e cambiamenti, mantenendo però, a grandi linee, la trama originale.
Ogni leggenda moderna, ogni fiaba in grado di influenzare la nostra crescita, ha alle spalle una lunga tradizione di racconti, credenze popolari e favole folkloristiche. Difatti, tutti i miti sono giunti alla nostra generazione attraverso rivisitazioni e adattamenti di quelle antiche e ancestrali novelle tradizionali.
La leggenda del Cavaliere Senza Testa è una delle storie le cui radici risalgono addirittura al Medioevo, ed una delle rappresentazioni più recenti di questo fantomatico personaggio è quella di Tim Burton nel suo film “Il Mistero di Sleepy Hollow”.
IL MISTERO DI SLEEPY HOLLOW
Fine del XVIII secolo. L’agente Ichabod Crane (Johnny Depp) viene inviato nello sperduto villaggio di Sleepy Hollow, per indagare su una serie di omicidi compiuti da un pazzo che mozza le teste delle sue vittime. Una volta giunto sul posto entra in contatto con gli abitanti del luogo, i quali lo informano che non è un essere umano a compiere gli omicidi bensì un’entità malvagia nota con il nome di Cavaliere Senza Testa.

Costui era un terrificante soldato che per incutere timore nei suoi nemici si era limato i denti fino a farli diventare delle zanne appuntite. Un essere crudele, la cui abitudine era quella di tagliare la testa ai suoi avversari solo e soltanto per soddisfare un macabro piacere personale. Un giorno però, cadde vittima di un’imboscata ed un gruppo di soldati riuscì ad eliminarlo decapitandolo, per poi seppellirlo assieme alla sua testa.
Vent’anni dopo la sua morte, una strega con i poteri da negromante, riuscì a riportarlo in vita e, tenendo possesso della sua testa, riuscì a fare in modo che compisse il proprio volere. Scopo della strega era quello di vendicarsi dei responsabili di un terribile torto ai danni della sua famiglia.
Ichabod, uomo intelligente e arguto, ben presto si convince che ogni avvenimento si possa spiegare attraverso un ragionamento scientifico. Per tale motivo si rifiuta categoricamente di accettare l’idea che un uomo morto e sepolto vent’anni addietro possa uscire dalla propria tomba e compiere dei terribili omicidi. Nonostante ciò si trova costretto ad ammettere che, sebbene si tratti di un pericolo reale, questa volta il suo nemico è un’entità sovrannaturale. Tuttavia, è tramite una pragmatica ricerca che l’agente Crane giunge alla conclusione che l’unico modo per rimandare il Cavaliere nel proprio sepolcro è quello di trovare il suo teschio e restituirglielo.
IL RACCONTO DA CUI TUTTO NACQUE
Ma quella di Tim Burton non è che una delle tante rappresentazioni del mito del Cavaliere Senza Testa. Ed anche se molto riadattata è ispirata al racconto di Washington Irving, scrittore vissuto tra la seconda metà del 1700 e la prima metà del 1800.
Ne “La leggenda di Sleepy Hollow” (questo è il titolo del racconto) Ichabod Crane è uno strano e severo maestro che, una volta fuori dalla scuola, diventa un uomo tranquillo, insicuro e tremendamente pauroso. Durante la notte di Ognissanti viene invitato alla tradizionale festa a casa dei Van Cassel, dove spera di poter corteggiare la sua amata Katrina, figlia del padrone di casa, Baltus. Sfortunatamente per lui alla festa si trova anche il suo rivale in amore, il giovane ed avvenente Brom Bones.

Ichabod si trova quindi a conversare con Baltus ed un gruppo di ospiti intellettuali e la chiacchierata verte in breve tempo verso i racconti del terrore. Tra questi, quello che mette più in soggezione il maestro, è la storia del temibile Cavaliere Senza Testa. Si narra che fosse il fantasma di un soldato della cavalleria assiana, morto decapitato da una palla di cannone durante la Guerra d’Indipendenza. Si dice anche, che il corpo del Cavaliere sia sepolto nella chiesa locale, e che molti contadini lo avvistino spesso mentre attraversa i campi dove si svolse la battaglia che gli causò la morte, in cerca della testa che gli fu strappata.
IL LIRIODENDRO DEL MAGGIORE ANDRÈ
Finita la festa, Ichabod si dirige verso la sua umile dimora, ancora impaurito dal racconto del Cavaliere. Tali timori gli fanno smarrire la via del ritorno, e il maestro si trova di fronte al Liriodendro del Maggiore André, uno dei luoghi dove si dice bazzichi il fantasma del Cavaliere e dove avrebbe rapito ed ucciso il vecchio Brower, un abitante di Sleepy Hollow eretico e miscredente in fatto di fantasmi.
Qui, Ichabod scruta una figura alta ed inquietante spuntare dall’oscurità dei rovi, e mentre il losco individuo si avvicina nota che gli manca proprio la testa. Leggenda vuole che nei pressi del Liriodendro ci fosse un ponte di legno, aldilà del quale il Cavaliere perde ogni potere. Tuttavia, sebbene appare chiaro che nel tentativo di salvarsi Ichabod avesse attraversato il ponte, al mattino il cappello del maestro viene ritrovato accanto ad una zucca rotta, ma sul luogo non vi è traccia né dell’uomo né del suo cavallo.
C’è chi sostiene che sia stato portato via dal Cavaliere Senza Testa e chi invece pensa che si trattasse solo di uno scherzo architettato da Bones, la cui bravata avrebbe causato la fuga di Ichabod da Sleepy Hollow.
RADICI MOLTO PIU’ ANTICHE
Ma come abbiamo già detto, l’origine del Cavaliere Senza Testa ha radici molto più antiche, più precisamente nel folklore celtico, dove è famosa la figura del Gan Ceann (“Il Senza Testa”), un elfo dall’aspetto mostruoso, facente parte della congrega degli Scontenti, un gruppo di creature misteriose (elfi, folletti, fate) votate al Male. Viene descritto come un gigantesco essere che cavalca un nero destriero, impugnando la propria testa sotto ad un braccio, brandendo come arma la colonna vertebrale strappata dal corpo della sua prima vittima.
Oltre ad essere dotato di una forza smisurata, in grado di uccidere ogni individuo con la sua frusta di vertebre, il Gan Ceann può causare la morte di chiunque egli voglia pronunciando semplicemente il nome del prescelto. C’è solamente una cosa che terrorizza questo essere mostruoso: l’oro. Infatti, se si trova di fronte ad un pezzo del pregiato metallo, il Gan Ceann fugge via spaventato.
La nascita del Cavaliere Senza Testa ha quindi origini molto antiche ed è strettamente legata ad una delle più remote ossessioni dell’essere umano, ossia il terrore che i morti possano uscire dal proprio sepolcro per perseguitare i vivi.
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