Il Western seriale ha collezionato molti insuccessi, soprattutto negli ultimi anni. Ma poi è arrivata “Godless”, e tutto è cambiato.
Il Western è sempre stato un genere molto apprezzato, soprattutto dal pubblico maschile. Quelle storie ambientate nelle aride terre dominate da mandriani, cacciatori di taglie, sceriffi e cavalieri erranti pronti a sfoderare la pistola dalla fondina hanno sempre avuto un certo fascino per noi maschietti. E probabilmente, la principale motivazione di un tale interesse è il fatto che i protagonisti fossero spesso dei burberi e solitari uomini tutti d’un pezzo, amanti dei duelli all’ultimo sangue, e che, grazie al loro fascino, riuscivano a conquistare la donna più bella della città e portarla all’avventura.
TRAILER
Basti soffermarsi a riflettere su personaggi come Trinità (interpretato da Terrence Hill), a John Dunbar di “Balla coi Lupi” e a qualsiasi pistolero impersonato dal grande Clint Eastwood. Ma cosa succederebbe se un Western proponesse una trama in cui sono le donne le protagoniste? La risposta ci arriva direttamente da Netflix, con una serie uscita nel 2017 dal titolo di “Godless”.
LE SIGNORE DI LABELLE
La serie è ambientata a LaBelle, una cittadina in cui la maggior parte degli uomini sono morti durante il crollo di una miniera. Qui trova rifugio Roy Goode (Jack O’Connell), un abile pistolero in fuga dopo aver tradito la banda di cui faceva parte.
Ovviamente non mancano i caratteri fondamentali del genere. Invero, per quanto LaBelle sia abitata, gestita e amministrata dalle signore, il distintivo da sceriffo è pur sempre appuntato sul petto di Bill McNue (Scoot McNairy), uomo saggio e dalla mira infallibile anche se ormai quasi completamente cieco. E non manca neppure il cavaliere solitario, ossia il giovane e affascinante Roy Goode, ricercato (ingiustamente) dalle autorità e dal pericolo pubblico numero uno, il temibile e spietato Frank Griffin (Jeff Daniels), un bandito al cui soldo ha ben trenta uomini.

Eppure, sono proprio le Signore di LaBelle le vere protagoniste di “Godless”. Da Alice Fletcher (Michelle Dockery) a Mary Agnes, la pistola più veloce della città, sono le donne a ricoprire i ruoli della mandriana, della pistolera e dell’amministratrice del posto. Sono le donne a gestire la scuola, il bordello, la locanda e le finanze. Ed è proprio questa indipendenza del genere femminile, mai vista così accentuata in un Western, che rende la serie uno dei prodotti più interessanti (per quanto celato) del catalogo di Netflix.
UNA SERIE SUI RAPPORTI UMANI
Ma “Godless” non è una semplice storia Western, in cui a fare da padrone sono le sparatorie, gli assalti ai treni e le mandrie di cavalli. La serie creata da Steven Soderbergh e Scott Frank, si presenta come una storia profonda e straordinariamente intima. Invero, sono i rapporti umani il cardine di una trama che si sviluppa tra la polvere del vecchio west.

Jeff Daniels indossa perfettamente i panni di un bandito atipico poiché, per quanto spietato, si dimostra essere un uomo estremamente saggio, pronto ad assumersi la responsabilità di crescere un ragazzino come se fosse suo figlio e di accogliere nella sua banda quelli che potrebbero essere considerati i reietti della società. Frank Griffin, che probabilmente è il miglior personaggio della serie, è difatti un uomo ambiguo, timorato di Dio, propenso ad aiutare il prossimo ma pronto a punire nella più feroce delle maniere chiunque gli faccia un torto. Come Cesare, Frank si sente tradito da colui che considerava come un figlio, e per questo pronto a tutto pur di vendicare tale affronto personale.
Intanto a LaBelle si sviluppano amicizie, amori e alleanze tanto forti da superare qualsiasi ostacolo, dalla differenza razziale al pregiudizio. Perché sono i sentimenti umani il vero cardine sul quale si fonda “Godless” perché, per quanto combattive, le donne di LaBelle sono prima di tutto madri, mogli (vedove in questo caso), sorelle e amanti. Ed anche se pericoloso, Frank Griffin è un padre che si sente tradito dal figlio piuttosto che un fuorilegge.
UNA SERIE VIRTUOSA
Il tutto raccontato con un virtuosismo tipico di due maestri quali Soderbergh e Frank. Guardare “Godless” è infatti un’esperienza dal forte impatto visivo, capace di trasportare lo spettatore nelle sconfinate pianure del vecchio West. Territori incontaminati, dove la natura è ancora dominante, distese tanto aride da risultare quasi desertiche, canyon e foreste sono la perfetta ambientazione di una serie in grado di rivoluzionare il concetto di Western seriale.
La narrazione, dilatata in sette episodi, si prende il giusto tempo per raccontare i protagonisti e le loro storie, prendendo la sontuosa decisione di rappresentare il passato con una cromatura che sfiora il bianco e nero. Differenziando così il presente e il passato “Godless” regala una cavalcata visiva perfettamente diretta, con movimenti di macchina mai disturbanti e una fotografia sempre nitida, che valorizza quell’ambientazione già amata e ammirata nelle pellicole di Sergio Leone e John Ford.

Titolo Originale: Godless
Anno: 2017
Genere: Western, drammatico
Regia: Scott Frank
Interpreti: Michelle Dockery, Jack O’Connell, Jeff Daniels, Merritt Wever, Thomas Brodie-Sangster
Sceneggiatura: Scott Frank
Casa di Produzione: Netflix
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