Tutti i segreti nascosti dietro l’indimenticabile entrata in scena di Jessica Rabbit.
Considerato un film rivoluzionario per il decennio per più di un motivo, “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, uscito nelle sale americane nel 1988, si differenziava dai predecessori lungometraggi a scrittura mista per la capacità di integrare personaggi animati ed esseri umani in una scena che non avesse un’inquadratura fissa. La rivoluzione nel film di Zemeckis, oltre ad essere una combinazione briosa di risate, animazione e una sceneggiatura brillante è una gangster story dove la femme fatale altro non è che un cartone animato.
Jessica Rabbit, oggi indiscussa icona sexy di femminilità, è un personaggio che, quando il film uscì nelle sale nel 1988, fece quasi “scandalo” a causa delle sue forme notevolmente accentuate, stereotipo più che seducente della donna sensuale.
SCENA
Ma il film, oltre a rinnovare l’interesse da parte del pubblico per i film di animazione, significò una vera e propria rivoluzione nell’immaginario della Walt Disney che altro non era che una delle case produttrici assieme alla Amblin (Spielberg era il produttore del film). Mai e poi mai nessuno aveva osato disegnare una figura così provocante.
NON SONO CATTIVA È CHE MI DISEGNANO COSÌ
Non fu semplice disegnare Jessica Rabbit. Sulla carta era una cantante famosa, la moglie di un coniglio ma allo stesso tempo doveva essere davvero molto sexy, Richard Williams, il direttore dell’animazione, fece ricerche meticolose sul corpo delle sirene.
Divenuta ben presto un’icona e sogno proibito, Jessica Rabbit, venne però creata da Russell Hall il quale abbandonò lo studio artistico perché non riusciva a terminare quella che doveva essere l’affascinante moglie di un coniglio. Rifinita da Richard Williams, il direttore dell’animazione la disegnò senza naso perché avrebbe dovuto assomigliare a più attrici della Hollywood anni ’40. Tra queste, Rita Hayworth nell’indimenticabile “Gilda” (1946). Pian piano si delineò il profilo di una donna sensibile, coraggiosa, risoluta e determinata più che mai a ritrovare il suo amato Roger.
I personaggi di Roger e di Jessica avevano un abbigliamento molto personale. Il vestito di Jessica, per esempio luccicava e dal punto di vista dell’immagine era molto difficile da gestire. E fortunatamente presero la saggia decisione di inserirlo solo e unicamente nella scena dell’esibizione di Jessica perché troppo complicato da gestire. Quel tocco di realismo in più lo aggiunsero quindi i tecnici della ILM (Industrial Light & Magic), azienda specializzata in effetti speciali e fondata da George Lucas.
UN BRILLANTE LAVORO DI REGIA
Nella scena in questione, Jessica si avvicina a Marvin Acme, il proprietario di Cartoonia che, folgorato dalla sua bellezza si presenta sotto il palco pur di incontrare il cartone animato. Jessica, durante la sua esibizione, compie alcuni piccoli gesti che sembrano non destare molto l’attenzione dello spettatore ma che in realtà furono molto complicati da realizzare.

Jessica scende i gradini e strizza le guance del “povero” Marvin Acme per poi sfilare dal taschino dell’uomo un fazzoletto e agitarlo sulla sua faccia e passare così sulle ginocchia di Eddie Valiant e sfilargli il cappello. All’apparenza sono azioni di poco significato, ma durante la lavorazione del film fu necessario fare le riprese con una ballerina in carne e ossa per mettere a punto quei movimenti che Jessica avrebbe dovuto fare sul palco e ottenere quella grande presenza che ha fatto ricordare la famosa femme fatale per decenni.
Non appena il regista ebbe le idee chiare su come muoversi e come dirigere i suoi attori, Zemeckis diresse la scena senza la ballerina presente, avendo però bene in mente i suoi movimenti.
LA CANZONE
La canzone usata fu ““Why don’t you do right”, un pezzo rilasciato negli anni ’30, con influenze blues e jazz che nel 1941 ebbe una discreta popolarità grazie all’interpretazione di Lil Green ma che poi trovò il successo con Peggy Lee e Benny Goodman. Ma fu Amy Irving, attrice e all’epoca moglie del produttore del film, Steven Spielberg, che cantò la canzone nel film. A prestare la voce rauca nel film, invece, una conoscenza di Robert Zemeckis, ovvero Kathleen Turner, che lavorò insieme al regista al film “All’inseguimento della pietra verde” (1984).
Il difficile, come già scritto, era ritrarre Jessica come estremamente sensuale. Chi si occupò dell’immagine di Jessica propose quindi di invertire i suoi movimenti, facendo sì che il seno rimbalzasse verso l’alto e non verso il basso, come una comune donna in carne e ossa.
Il risultato finale è impresso nella storia del cinema, come una delle scene più iconiche e sexy degli anni ’80.
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