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Il Rapporto Pelican: Il pellicano non è un volatile, ma un eroe

Andrea Di Mastrorocco by Andrea Di Mastrorocco
in Anni '90, Cinema, Denzel Washington, Julia Roberts
Il Rapporto Pelican: Il pellicano non è un volatile, ma un eroe
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Dal 1993 un legal-thriller, tratto da un romanzo di John Grisham, che ha fatto la storia del genere.

Molto spesso capita che, perdendosi tra le pagine di un racconto o di un romanzo, nelle abili menti dei lettori un personaggio assuma le sembianze di un attore o di un’attrice. Altrettanto spesso è capitato che, durante la stesura dalla propria opera, sceneggiatori e scrittori abbiano elaborato i profili dei loro protagonisti avendo in testa un volto specifico. È proprio quello che è capitato a John Grisham, un dei più grandi scrittori di legal-thriller (o gialli giudiziari) del mondo, all’inizio degli anni ’90, scrisse uno dei suoi più famosi e apprezzati romanzi: “Il Rapporto Pelican”.

TRAILER

Difatti, mentre elaborava la trama del suo terzo libro, dopo “Il momento di uccidere” e “Il socio” (entrambi molto apprezzati dalla critica), Grisham aveva un’idea ben chiara in testa. Protagonista della storia è Darby Shaw, un’avvenente e intelligente studentessa di legge alla Tulane Universtity. Innamorata del suo docente di diritto, Thomas Callahan, e con la prospettiva di una promettente carriera da avvocato, Darby si presenta come una giovane donna molto dotata, determinata e convinta di poter risolvere il caso della tragica morte di due giudici della Corte Suprema, uccisi da un killer su commissione per ordine di un misterioso mandante.

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E mentre lo scrittore delineava il profilo della sua protagonista la immaginava con il volto e le sembianze di Julia Roberts. Per questo, appena un anno dopo l’uscita del romanzo, John Grisham impose, come unica condizione, che fosse proprio la stella di “Pretty Woman” a impersonare Darby.

QUANDO UNA DONNA DESIDERA UN BACIO

Una scelta che si rivelò essere azzeccata in quanto Julia Roberts, assieme a Denzel Washington, che impersona un brillante cronista del Washington Herald, si rivelò essere la protagonista perfetta per la pellicola diretta da Alan J. Pakula, già regista (tra gli altri) di “Tutti gli uomini del presidente”.

Difatti, mentre la trama si sviluppa e l’intrigo prende forma, i due protagonisti assumono sempre più un’importanza fondamentale per il successo de “Il Rapporto Pelican”. Invero, sebbene si incontrino solamente a metà film, l’alchimia tra i due futuri Premi Oscar si sviluppa immediatamente, tanto da catalizzare l’attenzione sulla loro indagine e, sequenza dopo sequenza, rendere sempre più chiaro l’intrigo politico che si cela dietro l’omicidio dei due giudici.

Il Rapporto Pelican: Il pellicano non è un volatile, ma un eroe
I due protagonisti della storia. La studentessa di legge Darby Shaw (Julia Roberts) e il cronista dell’Herald Gray Grantham (Denzel Washington)

Una piccola curiosità che contiene uno spoiler riguardo il romanzo. Nell’opera originale Darby Shaw e Gray Grantham intraprendono una relazione sentimentale, tuttavia la pellicola prende una direzione diversa e il loro rapporto, per quanto stretto, rimane professionale. Questo perché, nonostante Julia Roberts avesse espresso più volte il suo desiderio di baciare Denzel Washington, l’attore si rifiutò categoricamente sostenendo che al pubblico non sarebbe piaciuto vedere una storia d’amore interrazziale.

THRILLER E GIORNALISMO D’INCHIESTA

Tuttavia, escludendo tale irrilevante differenza tra le due opere, la pellicola segue fedelmente gli eventi narrati tra le pagine scritte da John Grisham. Pakula riesce invero a mantenere quella tensione e quel coinvolgimento che si respirano nel romanzo. I complotti politici sono ben rappresentati e ogni personaggio gode di un’ottima caratterizzazione, merito di una sceneggiatura (scritta da Pakula stesso) coinvolgente e, allo stesso tempo, attenta ai dettagli.

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Alan J. Pakula delinea quello che si sviluppa come un thriller in piena regola ma che segue la struttura narrativa del giornalismo d’inchiesta. Difatti, oltre all’omicidio dei due giudici, è l’indagine portata avanti da Darby e Gray il fulcro della trama, ed ogni colpo di scena e ogni risvolto politico affiora grazie alla serrata investigazione dei due protagonisti. Auto che saltano in aria, persone che scompaiono nel nulla, insabbiamenti e corruzione, accompagnati da una perpetua preoccupazione per l’incolumità della studentessa di legge e del cronista, rendono “Il Rapporto Pelican” uno dei migliori thriller degli anni ’90 (e probabilmente anche dei primi anni 2000).

LA TEMATICA AMBIENTALISTA

Ciò che affiora attraverso il rapporto redatto dalla studentessa di legge, oltre a cogliere l’attenzione di un giornalista politico disposto a mettere a repentaglio la propria vita pur di far affiorare la verità, smuove e spaventa le sfere più alte della società americana. Difatti, per quanto possa essere una semplice ipotesi, quella elaborata da Darby Shaw è un resoconto tanto accurato da coinvolgere la CIA e l’FBI, eppure è la forte critica ambientalista una delle cose più interessanti della pellicola.

Il Rapporto Pelican: Il pellicano non è un volatile, ma un eroe
Il confronto con il direttore dell’FBI.

Elegantemente velata all’interno dell’intricata trama principale, la tematica della difesa dell’ambiente affiora proprio quando i due protagonisti finalmente si incontrano. Per quanto la lotta contro lo sfruttamento delle risorse terrestri (argomento ancora molto attuale) sia perpetrato dalle più grandi organizzazioni mondiali, che usano ogni mezzo pur di rallentare o (ancora meglio) interrompere le opere di trivellazione, a volte sono i piccoli gesti a fare la differenza.

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Nel caso de “Il Rapporto Pelican”, ad innescare le azioni che porteranno alla morte dei due giudici sono degli stormi di uccelli. Darby racconta al suo partner di come un’associazione ambientalista sia riuscita ad impedire che un potente magnate del petrolio trivellasse, e quindi distruggesse, un intero ecosistema grazie alla presenza di alcune specie di volatili che rischiavano l’estinzione, tra cui il nostro amato pellicano.

Grazie a questo stratagemma, John Grisham quanto Alan J. Pakula, riescono rendere ancora più profonda la trama de “Il Rapporto Pelican”. Quella che viene sviluppata come una normale indagine d’inchiesta assume ben presto la forma di una battaglia tra chi è disposto a lottare pur di salvaguardare l’ambiente e chi invece non ha altro interesse se non quello di arricchirsi. Ambizioni politiche, progetti di incremento dei profitti e orrendi delitti, vengono quindi messi in scacco da uno dei più nobili dei volatili: il pellicano. Invero, come sostiene Darby Shaw, è il pellicano il vero eroe della storia.

E forse, è proprio per questa forte critica rivolta a tutti quei magnati senza scrupoli e per il grande sostegno che la trama dimostra nei confronti dell’ambiente, dopo oltre trent’anni la sua pubblicazione, “Il Rapporto Pelican” rimane uno dei legal-thriller più importanti e apprezzati di sempre.

Il Rapporto Pelican: Il pellicano non è un volatile, ma un eroe

Titolo Originale: The Pelican Brief

Anno: 1993

Genere: Thriller

Regia: Alan J. Pakula

Interpreti: Julia Roberts, Denzel Washington, Sam Shepard, Stanley Tucci

Soggetto: tratto dal romanzo di John Grisham

Sceneggiatura: Alan J. Pakula

Distribuzione: Warner Bros.

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Andrea Di Mastrorocco

Andrea Di Mastrorocco

Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.

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