Dopo Broadway e dopo l’adattamento di Stephen Spielberg, “Il colore viola” è tornato per farci emozionare. Questa volta in versione musical.
La trama de “Il colore viola” dovrebbe essere ormai cosa nota per tutti gli appassionati di cinema e non. Ma per sicurezza… La storia parla di Celia Harris, una ragazzina separata dall’amata sorella Nettie e costretta a sposare Albert “Mister” Johnson (interpretato da Colman Domingo), un uomo che definire insopportabile è davvero riduttivo.
Celia, interpretata magistralmente da Fantasia Barrino, si troverà ad affrontare una realtà violenta e degradante. E sarà solamente grazie all’aiuto di Sofia (Danielle Brooks), una donna forte e decisa a non farsi sottomettere da nessun uomo/padrone, e Shug Avery (Taraji P. Henson), una cantante di successo con la reputazione di essere una fanciulla dai facili costumi, che Celia riuscirà a riprendere il controllo della propria vita.
Comincia così il calvario della giovane Celia, obbligata a sottostare alle regole di una società razzista e patriarcale e a tutti gli abusi e le umiliazioni di un marito dispotico, alcolizzato e violento.
TRAILER
DA BROADWAY AL GRANDE SCHERMO
Il senso del film in effetti potrebbe essere riassunto in un unica iconica frase, pronunciata proprio da “Mister” Johnson e indirizzata a quella moglie che per anni è stata vittima del suo essere un uomo aggressivo, estremamente prepotente: “sei brutta, sei povera, sei negra e sei una donna: non sei niente di niente!”.
Adattamento cinematografico del musical di Broadway “The Color Purple”, tratto a sua volta dal romanzo di Alice Walker, “Il colore viola” (2023) è la seconda trasposizione cinematografica dopo l’omonima pellicola del 1985 diretta da Steven Spielberg.
“Il colore viola” si presenta come un dramma dal forte sapore blues, o un musical dalle tinte drammatiche (dipende dai punti di vista).
Ma la decisione di rappresentare una storia così tanto drammatica in chiave musicale è solo una delle tante scelte ben fatte del film diretto da Blitz Bazawule.
REGIA DINAMICA, SCENEGGIATURA INTENSA, MUSICHE MERAVIGLIOSE
Il regista, difatti, ha il chiaro pregio di riportare sul grande schermo un dramma diventato Cult, trasformando il modo di comunicare al grande pubblico, mantenendo il contesto originale. Il messaggio, difatti, è chiaro.
Oltre ad una regia dinamica e una sceneggiatura che rivela essere all’altezza del meraviglioso adattamento del 1985 con protagonista Whoopi Goldberg, denuncia due tematiche importanti, seppur difficili da trattare come il patriarcato e il femminismo, ribellione di pensiero e di fatto, ponendo importanti interrogativi che trovano risposta sia nella narrazione che attraverso la meravigliosa e incisiva colonna sonora, a cura di Brenda Russell, Allee Willis e Stephen Bray.

Eccelle una fotografia colorata e accesa, soprattutto nelle scene coreografiche. Che, puntualizzerei, non danneggia l’intensità del film.
A differenza del suo illustre predecessore, Steven Spielberg (che figura tra produttori assieme a Oprah Winfrey), Bazawule sceglie di dare un tono meno angoscioso alla storia, ma altrettanto drammatico e commovente.
IL BLUES È ONNIPRESENTE
L’idea di rappresentare le emozioni, i tormenti e le sensazioni dei personaggi attraverso la musica è una scelta coraggiosa quanto vincente. In una pellicola che tratta argomenti complicati come il razzismo e il patriarcato, sebbene siano questi imposti dai dettami della società americana dei primi anni del ‘900, il blues è onnipresente nella pellicola e si rivela una parte portante della messa in scena prediletta da Blitz Bazawule.
Canzoni come “She Be Mine”, “Hell No” dirompenti e con testo e musica che fanno tremare la terra da quanto son belle e ricche di significato, sono parte integrante di una sceneggiatura che coinvolge e assimila e diffonde il vero significato della parola “libertà”. L’intensità delle interpretazioni, da Fantasia Barrino, Danielle Brooks allo stesso uomo/patriarca padrone della terra e (a parer suo) anche della gonna di sua moglie, cui presta il volto e talento Colman Domingo, sono fiore all’occhiello del film.
Invero, per quanto la musica sia parte integrante della storia, è anche grazie all’espressività, all’intensità degli interpreti che il blues e le coreografie riescono a enfatizzare e non a minimizzare il dolore e la rabbia di Miss Celia Harris e di Sofia.
INTERPRETAZIONI DIVINE
Le interpretazioni sono difatti semplicemente sublimi. Fantasia Barrino dimostra tutta la sua bravura sia recitativa che canora nel ruolo che fu di Whoopi Goldberg (la quale compare in un piccolo cameo). Danielle Brooks, candidata come migliore attrice non protagonista per il ruolo di Sofia che ai tempi fu di Oprah Winfrey (candidata anch’essa per lo stesso ruolo nel 1986) dà sfoggio ad una Sofia colma di rabbia e giustizia, e a un’interpretazione di “Hell No!” tale da essere ricordata per molto tempo.

E Taraji Henson e Danielle Brooks, rispettivamente Shug e Sofia, si dimostrano le spalle perfette per accompagnare Miss Celia nella sua crescita personale.
Senza nulla togliere ovviamente a Colman Domingo, che riesce a impersonare “Mister” Albert Johnson in maniera veramente mirabile.
Da segnalare anche il contributo di Halle Bailey, la discussa protagonista del live action de “La Sirenetta”, che, sebbene compaia solamente nella prima parte del film, riesce a dare corpo, anima e, soprattutto, voce a Nettie Harris, sorellina ribelle e determinata della protagonista.
“Il colore viola” merita quindi una menzione d’onore tra i film che vale la pena vedere. Anche se si tratta di un film estremamente godibile, ovviamente, il film ha i suoi bei difetti. La parte finale potrebbe risultare un po’ troppo superficiale se non, addirittura, deludente. L’atto conclusivo infatti avrebbe dovuto mostrare e approfondire aspetti fondamentali come la redenzione e il ricongiungimento. Ma purtroppo, il tutto rimane in superficie. Il film è comunque godibile, un film che merita di essere visto e assaporato in ogni sua scena.

Titolo Originale: The Color Purple
Anno: 2023
Genere: drammatico, musical
Regia:Blitz Bazawule
Interpreti: Fantasia Barrino, Danielle Brooks, Taraji P. Henson, Colman Domingo
Soggetto: dal romanzo di Alice Walker e dal musical di Broadway
Casa di Distribuzione: Warner Bros
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