Tratto del racconto di Denis Johnson (e disponibile su Netflix”), “Train Dreams” è la storia di un uomo e del suo viaggio interiore.
Il vento che accarezza le foglie. Il cinguettare degli uccelli. Il gracidare dei rospi. E l’immagine di una ferrovia (una delle prime) ancora in costruzione. Il suono di un’epoca che non c’è più.
TRAILER
La storia di Robert Grainer, interpretato da un intenso e malinconico Joel Edgerton, ripercorre quelli che furono i primi settant’anni del secolo scorso. Tutto comincia e si sviluppa nei boschi ancora incontaminati dell’Idaho. E si conclude tre le nuvole di un cielo che ormai profuma di modernità. Le conseguenza della Guerra, l’evoluzione della tecnologia, la nascita dei primi cinema, le costruzione dei primi grandi edifici e il passaggio dalle torce all’elettricità. Il tutto raccontato attraverso gli occhi di un uomo che, dopo aver passato tutta la sua vita nei boschi, si sente ormai inghiottito da un mondo a lui estraneo.
UNA POESIA VISIVA
“Train Dreams” è una poesia visiva. È una pellicola che, grazie ad una voce fuori campo funzionale e mai invadente, somiglia enormemente al racconto da cui è tratta piuttosto che a un’opera cinematografica. Joel Edgerton si fa quindi testimone e protagonista di una storia fatta di dolorosi silenzi, di sguardi attoniti che trasudano nostalgia e di sospiri sconsolati. Non è nei dialoghi la forza di “Train Dreams” ma nella potenza visiva delle immagini e nell’espressività di Joel Edgerton. Attraverso i suoi occhi infatti, riesce a trasmettere tutta la tristezza di un uomo che ormai, dopo essere stato colto dalla più terribile delle tragedie, sente di non aver più niente da dare a questo mondo.
Alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa di un lungometraggio, Clint Bentley dirige un’opera immensa quanto i paesaggi montanari in cui è ambientata.
UNA STORIA AVVOLGENTE
Quella di “Train Dreams” è una storia avvolgente, che vive di scenografie e della fotografia di Adolpho Veloso. Una cornice delle terre selvagge e incontaminate dell’Idaho che rendono la pellicola un’opera d’arte.

In tutto questo spicca l’espressività di Joel Edgerton. Attraverso i suoi intensi occhi, l’attore australiano riesce a trasmettere tutta la solitudine cui è soggetto il povero Robert. Ancorato ad una vita da eremita nella disperata speranza che accada un miracolo. “Train Dreams” si regge quindi sulla bravura di Edgerton nell’interpretare un personaggio tanto intenso. In una sceneggiatura in cui non sono i dialoghi a fare la storia, è l’attore australiano che tiene le redini di un viaggio che percorre un’intera epoca.
UNA STORIA SEMPLICE MA VISIONARIA
“Train Dreams” infatti risulta essere un documento che racconta l’evoluzione del mondo, l’avanzamento della tecnologia e il cambiamento delle ideologie. Per questo, oltre ad essere un denso affresco del secolo scorso, il film di Bentley rivela di possedere una brutalità tanto finemente celata quanto essenziale per la trama.
Invero, oltre a mettere in mostra l’avversione contro i lavoratori cinesi, Bentley contorna la storia con un’aura tetra, in cui si respira la sensazione che la tragedia sia sempre dietro l’angolo. Ogni attimo di felicità infatti sembra essere destinato ad estinguersi.
Ma “Train Dreams” va ben oltre. Quello cui ci troviamo davanti è un film semplice, con una trama non troppo elaborata, che mostra sprazzi di una vita umile e ordinaria ma che, grazie allo sguardo visionario del regista, viene rappresentata come un sogno tanto bello quanto toccante.

Titolo Originale: Train Dreams
Anno: 2025
Genere: Western, drammatico
Regia: Clint Bentley
Interpreti: Joel Edgerton, Felicity Jones, William H. Macy, Kerry Condon
Sceneggiatura: tratto da un soggetto di Denis Johnson
Casa di Distribuzione: Netflix
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