Chi o quali pellicole hanno ispirato i fratelli Duffer per la creazione di “Stranger Things”? E quali sono stati gli ostacoli che hanno dovuto affrontare prima che il loro progetto diventasse realtà?
Ambientata nell’immaginaria cittadina di Hawkins (Indiana), “Stranger Things” è una serie TV, creata dai gemelli Matt e Ross Duffer, che racconta le gesta di un gruppo di ragazzini impegnati nella lotta contro i demoni provenienti da un mondo parallelo chiamato “Sottosopra”.
Volendo omaggiare gli elementi della cultura pop degli anni ’70 e ’80 che tanto li appassionavano da ragazzini, i fratelli Duffer hanno voluto creare una serie TV che richiamasse l’estetica dei classici film targati Amblin Entertainment e che mescolasse le atmosfere horror de “La casa” di Sam Raimi all’effetto nostalgia di “E.T. L’extra-terrestre”.

In onore del loro film preferito, “Lo Squalo” di Steven Spielberg, decisero quindi di scrivere una storia, ambientata nell’East Coast, dove ragazzini, appassionati di Dungeons and Dragons, avrebbero dovuto combattere contro una forza demoniaca proveniente da un’altra dimensione, per salvare il loro amico caduto vittima di una misteriosa creatura.
Prima di presentare il loro lavoro alle case di produzione era però necessario dare un titolo alla storia. Decisero quindi di chiamarla con il nome della città in cui si sarebbe svolta la vicenda, “Montauk”.
DA “MONTAUK” A “STRANGER THINGS”
Tuttavia, trovare una casa di produzione che si prendesse il rischio di finanziare una serie TV ambientata negli anni ’80, con dei protagonisti che non rispecchiavano l’età del pubblico di riferimento non fu una semplice impresa. Ma i Duffer non volevano rinunciare alla loro storia.
La vicenda doveva svolgersi in un’epoca in cui i ragazzini non avevano subito l’influenza dei social e vivevano grandi avventure esplorando i boschetti delle loro città di periferia.

Sembrava proprio che “Montauk” non avrebbe mai visto la luce del sole. Fino a quando, grazie ai due produttori esecutivi Dan Cohen e Shawn Levy, che si presero il rischio di puntare sullo script dei Duffer, riuscirono a convincere i dirigenti di Netflix, freschi del successo di “House of Cards” e “Orange is the new Black”, a distribuire la serie con il marchio originale della piattaforma streaming.
Quella che era la semplice sceneggiatura di un episodio pilota di una serie che nessuno voleva distribuire divenne un progetto vero e proprio, e mentre prendeva forma Matt e Ross, assieme ai produttori esecutivi, si resero conto che la realizzazione necessitava di un piccolo cambio di ambientazione. Invero, sarebbe stato troppo complicato trasportare la produzione in una città marittima.
Decisero quindi di creare una cittadina immaginaria che chiamarono Hawkins. E, per onorare “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, la collocarono nell’Indiana. Inoltre, in virtù di queste modifiche della sceneggiatura, decisero di cambiare il nome della serie da “Montauk” a “Stranger Things”.
TUTTO NACQUE A GOTHAM CITY
Ma come nacque l’idea di scrivere la sceneggiatura di una delle maggiori serie di successo degli ultimi anni?
Sembrerà strano dirlo, ma tutto nacque a Gotham City.
Più precisamente nella Gotham City rappresentata da Tim Burton nel suo film del 1989 “Batman”. All’epoca, i gemelli Duffer rimasero letteralmente affascinati dallo stile registico di Burton accompagnato dalla sinfonica colonna sonora di Danny Elfman. Poter godere della visione del loro supereroe preferito, impegnato in una battaglia contro il Joker fu un’esperienza talmente sublime da far rendere conto a Matt e Ross (che avevano sei anni) che quello che avrebbero voluto fare nella vita era lavorare nel cinema.
Da allora, subendo le influenze di registi come Wes Craven, John Carpenter e David Cronenberg cominciarono a scrivere i loro primi copioni e a improvvisare dei cortometraggi amatoriali con la videocamera ricevuta in regalo dai loro genitori dimostrando fin da subito di possedere un talento innato.
GRAZIE A M. NIGHT SHYAMALAN
E fu proprio grazie al loro estro e al loro originale senso dello spettacolo che, una volta giunti alla Chapman University, fecero la conoscenza del leggendario Mace Neufeld, già produttore di pellicole come “Caccia a Ottobre Rosso” e “Giochi di potere”. Egli decise di investire sui gemelli quando vide “Eater”, il cortometraggio girato da Matt e Ross.

Il protagonista era un cannibale che terrorizzava una stazione di polizia. Grazie a Neufeld, i Duffer fecero la conoscenza dei dirigenti della Warner Bros., i quali si offrirono di acquistare i diritti della sceneggiatura di “Hidden”, un thriller fantascientifico con Alexander Skarsgård, Andrea Louise Riseborough e Emily Alyn Lind.
Nonostante i numerosi problemi di produzione, “Hidden” venne distribuito nel 2015 e diede inizio alla gloriosa carriera di Matt e Ross Duffer, che raggiunsero la definitiva consacrazione quando vennero ingaggiati niente meno che da M. Night Shyamalan, che li assunse per lavorare assieme a loro alla serie TV fantascientifica “Wayward Pines”, con Matt Dillon, Carla Gugino, Juliette Lewis e il Premio Oscar Melissa Leo.
Dopo aver lavorato sul set con Shyamalan, i gemelli si resero conto del grande potenziale dei prodotti televisivi. Così Matt e Ross Duffer revisionarono i progetti che le case di produzione avevano scartato, intenzionati ad approfondirli e migliorarli, per poi riproporli sotto forma di serie TV.
Tra tutti scelsero un vecchio copione di una storia fantascientifica ambientato durante gli anni della Guerra Fredda.
E mentre la loro passione per il cinema cresceva, nella mente dei gemelli la trama prendeva forma. Esperimenti top secret della CIA, rivalità scientifica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, un bambino scomparso e spaventose creature provenienti da un mondo parallelo.
Ben presto i gemelli Duffer si resero conto di aver creato una storia perfetta per una serie TV. E, grazie all’ambientazione in puro stile anni ’80, capirono di avere a disposizione tutti gli elementi necessari per rendere omaggio a quelle pellicole e a quei registi che tanto li avevano ispirati.
Così Matt e Ross Duffer elaborarono la prima stesura di quella che oggi è una delle serie più apprezzate a livello mondiale: “Stranger Things”.
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