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Stranger Things: Tutte le scene iconiche della serie

Alessia Lugli by Alessia Lugli
in Netflix, Scene, Stranger Things, Streaming
Stranger Things: tutte le scene iconiche della serie
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Quali sono le scene di Stranger Things che vi sono rimaste nel cuore? Oltre alla ormai iconica “Master of Puppets”, ce ne sono altre? Vi presento le mie.

Stranger Things, lo sappiamo, è un fenomeno culturale che ha fatto della Cultura Pop una forma di espressione da rivivere e riassaporare nell’immaginario collettivo di una società in preda al bisogno di un’autentica nostalgia. Si, perché Stranger Things non si limita a rivelare una serie infinita di easter egg come molti prodotti contemporanei (vero “Ready player one”?) usano fare al solo scopo di mostrare un bagliore di stupore al nostalgico di turno, ma è diventato un vero e proprio prodotto seriale di alta qualità.

Gli anni ’80 (come anche i ’70), lo sappiamo benissimo (in special modo chi li ha vissuti) sono stati un decennio di grande crescita culturale sia per il cinema che per la musica. Un esempio è “Neverending Story”, canzone cantata da Limahl e divenuta un successo grazie al film “La storia infinita”, e divenuta di conseguenza una scena iconica grazie all’esibizione di Dustin e della sua Suzie nell’indimenticabile ultimo episodio della terza stagione. Oppure “Waiting for a Girl Like You” dei Foreigner, che fa da dolce sottofondo mentre Steve e Nancy fanno l’amore.

E quindi Stranger Things, ideata dai fratelli Duffer e distribuita da Netflix, è divenuta una profonda e anche divertente testimonianza di un’epoca difficile da dimenticare.

E come in un Mix Tape di successi con sonorità tipiche anni ’80, la serie esplode nel mostrare, attraverso queste scene (ma anche molte altre) che di seguito sono pronta a rivelarvi, tutto quel che è riuscita a inglobare dalla cultura pop, divenendo essa stessa un fenomeno Pop. Qui di seguito vi presenterò alcune scene che hanno anche come protagonista la musica. Altre che invece sono divenute iconiche grazie alla loro particolare struttura scenica comunicando un forte impatto visivo.

LUCI NATALIZIE

Un figlio scomparso e la sensazione, anzi, la certezza di sentirlo ancora accanto a sé. Una madre single, una casa povera ma accogliente. Joyce Byers (interpretata da un’intensa e sempre bravissima Winona Ryder) è una madre, punto. Lavora il giorno di Natale, del Ringraziamento, solo per crescere i suoi due figli, Jonathan e Will, come meglio sa fare. E il marito, ebbene, lasciamo stare. Ma tra tutte queste difficoltà, tra tirare la cinghia e fare i salti mortali per riuscire a pagare le bollette, Joyce è dotata di una forza inesauribile, come solo le madri sanno avere.

È cocciuta, determinata. Decisa a tutti i costi a far qualcosa per riuscire a rivedere finalmente il suo Will, il piccolo di casa, scomparso una sera, durante un forte temporale, dopo che con i suoi amici stavano giocando a Dungeons & Dragons. E così Joyce, invece che stendersi su un letto in lacrime e in attesa che Hopper, il suo amico e sceriffo della cittadina di Hawkins, bussi alla sua porta per l’inevitabile notizia, Joyce combatte. Dopo una strana telefonata in cui la linea è disturbata ma riesce ad ascoltare il respiro di suo figlio, tenta di comunicare con lui attraverso l’elettricità.

Nel terzo episodio intitolato “Le luci natalizie” Joyce fa una scorta enorme di luci natalizie, certa che Will, ovunque egli sia, riesca a comunicare con lei attraverso le luci. E lo fa, in una splendida scena dove Joyce, nascosta all’interno di un mobile nella sua casa, riesce a comunicare con suo figlio attraverso un groviglio di luci bianche incredibilmente staccate dalla corrente elettrica.

Ma non è questa, seppur tra le mie preferite in assoluto, la scena di cui voglio parlarvi. Ebbene, quando Joyce è finalmente riuscita a stabilire un contatto con Will attraverso il “Si” (un bagliore) e il “No” (due bagliori), è intenzionata più che mai a comunicare con il figlio sfruttando l’ingegno. Appese su una parete del soggiorno, le luci colorate le serviranno come da Tavola Ouija, che, per chi non lo sapesse è uno strumento usato per comunicare con i defunti. Ma Will è vivo, è lui stesso a comunicarlo alla madre.

Così Joyce, determinata più che mai, anche a costo di sfasciare ogni parte della casa, dipingerà sotto ogni luce colorata poggiata sulla parete, una lettera dell’alfabeto, riuscendo così a comunicar con il figlio.

Una banalità si potrebbe pensare. Non è della stessa opinione l’arredatrice di scena Jess Royal che, in accordo con gli elettricisti di produzione, fece collocare un pannello di controllo che facesse spegnere e accendere ogni singola lampada a seconda della necessità. Il risultato, oltre alla splendida e aggiungerei indimenticabile interpretazione di Winona Ryder, è una della scene più iconiche della serialità.

LA MORTE DI BOB

Passiamo alla seconda stagione. Se nella prima e indimenticabile prima stagione Winona domina le emozioni umane grazie alla comunicazione con suo figlio tramite le luci natalizie, la seconda stagione, a mio avviso, sono ben tre le scene più iconiche ed emozionanti.

Da madre single e disperata, Winona nella seconda stagione di Stranger Things ha già un amore in corso: Bob, un tenerone che altri non è che Sean Austin, che i più nostalgici ricorderanno come lo Hobbit Sam della trilogia “Il signore degli anelli”, e che quelli ancora più nostalgici ricorderanno come il piccolo Mickey (tracobetti) dei Goonies.

Stranger Things: tutte le scene iconiche della serie
Il buon caro vecchio Bob (Sean Austin).

Ma qui purtroppo non siamo ad Astoria, dove Sean Austin era il Leader del gruppetto dei piccoli Goonies. Qui siamo ad Hawkins, e anche se i Goonies sarebbero arrivati nelle sale da lì a breve (1985), il povero e dolce Bob Newby, nato e cresciuto nella cittadina dell’Indiana, lavora come manager a RadioShack, dopo essere stato il diretto responsabile (come sapientemente ricordato da Mike) della fondazione dell’Hawkins Middle AV Club, cui i nostri piccoli protagonisti fanno parte.

Quindi Bob, anche se dotato di un considerevole intelletto, oltre che di una grande sensibilità, era il primo papabile a lasciarci le penne. E, purtroppo, il tutto avviene in maniera del tutto improvvisa, anche se prevedibile.

Super Bob, come piace autodefinirsi, salva Joyce, Mike, il piccolo Will e Hopper, ma purtroppo il destino non è gentile con lui.

Difatti, essendo l’unico cervellone in grado di conoscere il sistema operativo che gli consentirà di aprire le porte del Laboratorio di Hawkins, porta diretta al SottoSopra, ad un passo dalla libertà e quindi da abbracciare l’amore della sua vita, Joyce, Bob verrà attaccato da un Democane o Demogorgone e verrà così mangiato vivo. Ebbene si.

La bocca a forma di Fiore che si spalanca pronta a gustarsi il pasto, con i suoi denti affilati affonda su Bob la sua furia, mostrando una scena scioccante. Il manager sta per essere mangiato vivo. Non per ultima, l’inquietante inquadratura che vede Joyce disperata, trascinata via da Hopper che assiste a quattro Democani che, affamati, mangiano il povero Bob.

IL RITORNO DI UNDICI

Per meglio dire Jane, la figlia di Hopper. Come sappiamo Undici ha enormi poteri telecinetici, sfruttati a più non posso nel laboratorio di Hawkins per merito e per colpa del dottor Brenner. Piccola, all’apparenza indifesa e dal passato ignoto, Undi, una volta salvati i suoi amici dal Demogorgone, sparisce nel nulla. O meglio, è così che Hopper, il capo della polizia di Hawkins vuole farci credere. Lo sceriffo diventa quindi, con il passare del tempo, esattamente come un padre per Undi, o meglio, Jane.

Ma la ragazza, tenuta rinchiusa tra le mura della casa/rifugio di Hopper senza mai uscire, solo per la sua sicurezza, ovviamente, non riesce più a trattenere la rabbia sopita fin troppo a lungo. Così, Undi decide di scappare e, grazie ad una visione, rivede sua madre e decide di partire decisa più che mai a conoscere il proprio passato.

Al di là di quel o di chi riuscirà a trovare, Undi tornerà profondamente cambiata e molto più forte di prima nel saper gestire il suo Super potere. Questa ribellione, il suo allontanarsi da Hawkins, le farà capire che i suoi amici, Mike e suo padre Hopper sono importanti per lei. Una famiglia. La famiglia che le è stata negata per troppo tempo. Tornerà a sorpresa a fine stagione, dimostrando di saper controllare la sua rabbia e salvando la sua famiglia rinchiusa in casa per proteggersi dai Democani.

IL BALLO DELLA SCUOLA

Sconfitti i democani e chiusa la porta che collegava al sottosopra grazie all’intervento di Undi, a Hawkins si affronta una serata piena di emozioni, altro che Mind flayer: il ballo scolastico. Mani sudate, cuori che palpitano, primi baci sono solo alcuni degli straordinari momenti che stravolgono i nostri coraggiosi piccoli uomini. E se la serata per Mike, per Lucas e per Will (anche se è più che evidente che il ragazzo avrebbe voluto ballare con qualcun altro) sta andando come molti di loro ben speravano grazie alla presenza di Max e di Undi, per Dustin non va esattamente come ben sperava.

Chiusa la speranza di ballare insieme a Max la quale ha una evidente cotta per Lucas, Dustin insieme al suo ciuffo ribelle alla “King Steve”, il quale gli fa da mentore per trovare il coraggio necessario per riuscire a parlare con le ragazze, colleziona un rifiuto dopo l’altro. Rifiuti, aggiungerei, non molto educati. Al contrario del ragazzino, che dimostra un vero signore. Per questo il piccolo Dustin, che scatena in noi una grande tenerezza, dopo l’ennesimo e ingiusto rifiuto trova rifugio in disparte, con le lacrime amare che gli trafiggono il viso e il grande cuore che ha. Ma la scena qui si colora di rosa e di speranza.

Perché Nancy, la sorella maggiore di Mike, non solo si sta rivelando una tipa davvero tosta e uno dei personaggi migliori della serie, ma come testimoniano le prime puntate della prima stagione, è cosciente di essere la prima grande cotta del sensibile e adorabile Dustin. Così, incaricata di presenziare al ballo scolastico come addetta al Punch e cosciente della sua popolarità a scuola, Nancy fa una cosa straordinaria: con un semplice gesto di gentilezza, tira un bellissimo scacco matto a quelle brufolose tredicenni invitando Dustin a ballare sulle note di “Time after time”.

Nancy ha quasi diciotto anni e tira verso di sé sguardi che il timido e impacciato Dustin non è abituato a reggere. Non solo, perché le parole della ragazza, valgono più di mille baci e riescono a far splendere il volto di un piccolo ma grande futuro uomo.

MATERIAL GIRL

Lo sappiamo. Stranger Things è la gloriosa manifestazione oggettiva di quegli indimenticabili anni ’80 che, specialmente chi ha avuto solo la fortuna di viverli, continuano ad emozionare lo spettatore grazie anche ai continui riferimenti tra cinema e musica, come ad esempio i mitici Clash e la loro “Should i stay or should i go”, presente durante la prima stagione della serie, simbolo della scomparsa di Will.

Stranger Things: tutte le scene iconiche della serie
Max e Undici (Sadie Sink e Milly Bobby Brown).

E se durante la seconda stagione abbiamo assistito alla fuga di Undici per scoprire le sue origini, durante l’inizio della terza stagione la ragazza dai poteri psichici è alle prese con le turbe amorose con l’immaturo (e aggiungerei insopportabile) Mike. Così Undici trovando un’alleata in amore e follie in Max (oltre che un’amica), stanca dei continui battibecchi con l’altro insopportabile di turno, ovvero Lucas, si dà allo shopping. E quale miglior canzone avrebbero potuto inserire in questa sequenza di scene i fratelli Duffer se non “Material Girl” di Madonna?

E se nel video originale vedeva la pop star omaggiare il classico del cinema “Gentlemen prefer blondes”, incarnando niente di meno che Marilyn Monroe, Undici e Max inaugurano la loro nuova amicizia e alleanza femminile… andando a fare shopping. “Material Girl” fu un classico della musica pop anni ’80, e quale migliore occasione per fare riferimento a Mike e Undi? Mike è deciso più che mai a riconquistare il cuore della sua ragazza, esattamente come nel videoclip di Madonna il regista di Hollywood innamorato della pop star, cerca di conquistare il cuore della donna che ama, interpretata da Madonna.

Ma il parallelismo non finisce qui, perché l’uomo scopre che la ragazza dei suoi sogni non è affatto interessata ad alcun bene materiale, esattamente come succede a Mike che, sostenuto da Will e Lucas, gira assiduamente tra i negozi del centro commerciale per riuscire a trovare un regalo adatto alla ragazza che ama.

NEVERENDING STORY

Nessuno avrebbe mai creduto che “Dustinuccio” avesse una ragazza. Chissà perché poi. Povero Dustin, infondo anche Steve gli aveva fornito molti consigli in merito alla conquista delle ragazze. E poi Nancy, dopo quel ballo studentesco gli aveva dato coraggio e forse un po’ più di fiducia in sé stesso. Ebbene, Suzie non è affatto una fantasia, anzi è pura realtà ed è anche davvero molto intelligente. Quindi Dustin, a parte la tiepida accoglienza ricevuta da quei cerebrolesi di Mike e Lucas, presenta anche a Will e a Undi Cerebro, una torre radio a batterie che gli permetterà di comunicare con la sua ragazza, Suzie, nello Utha, conosciuta ai campi estivi di scienze, dove Dustin è appena tornato.

Quindi, sulla cima più alta di Hawkins, Dustin e Suzie, giovani e pieni di amore, si cimentano in una romantica esibizione canora, che farà commuovere i più nostalgici.

Grazie all’intelligenza di Suzie, chiamata apposta da Dustin per salvare il mondo da un enorme mostro scorticante alto dieci metri sbucato dal sottosopra, Joyce e Hopper potranno entrare nella cabina di comando per poter far esplodere la porta che conduce nel mondo dei mostri. Ma prima, ad Hopper e a Joyce serve il codice necessario, ovvero una serie di numeri chiamata “La costante di Planck”, codice che Murray ha dimenticato per intero.

Ma non è detta l’ultima parola, perché Dustin chiamerà la sua Suzie e si farà dare quell’equazione matematica. Ma prima Suzie, in astinenza della dolcezza di Dustin e di tutte quelle cose che le vere anime gemelle hanno di per sé in comune, ha bisogno di connettersi nuovamente con il suo Dustin, e inconsapevolmente dà vita ad un’esibizione canora che farà rimanere tutti quanti a bocca aperta, essendo loro connessi via radio. “Neverending Story”, come i più appassionati ricorderanno è la colonna sonora di “The Neverending Story”, film del 1984, e interpretata da Limahl. Lasciando tutti con il fiato sospeso, Dustin e Suzie canteranno “Neverending Story”, con grande e immenso trasporto emotivo.

RUNNING UP THAT HILL

La musica in Stranger Things è sempre stata un punto focale della serie. Vedi “Should I Stay Should I Go” dei Clash, usata durante la prima stagione come uno dei tanti segnali di speranza del ritorno di Will. Oppure “Master of Puppets”, usata come richiamo per i mostri volanti del sottosopra e suonata dal mai dimenticato Eddie Munson.

Ebbene, “Running Up That Hill”, cantata da Kate Bush, non solo risveglia e salva Max dal richiamo di Vecna, pronto a nutrirsi della sua essenza per aprire l’ultimo portale tra il sottosopra e Hawkins (qui articolo di approfondimento sulla scena) ma la canzone, grazie alla serie ha ritrovato un nuovo successo quasi dopo 37 anni dopo la sua pubblicazione, piazzandosi al primo posto in classifica.

UNIONI INASPETTATE

Non hanno niente in comune, ma combattono per uno scopo che li troverà legati in maniera indissolubile: riportare non solo la libertà ad Hawkins, ma soprattutto nelle loro vite. Con il passare degli anni, i ragazzi sono cresciuti, molti di loro hanno trovato nuove amicizie (vedi Steve e Dustin, Steve e Robin, Dustin e Eddie, Nancy e Robin) e il loro gruppo inevitabilmente si è espanso trovando un’unione che mai e poi mai avrebbero pensato di poter avere.

Chi avrebbe mai pensato che il “King” della scuola, Steve Harrington, avrebbe coltivato una profonda amicizia con il più sfigato della scuola, Dustin Anderson? Oppure con Robin, ragazza acuta, sveglia e intelligente che si trova intrigata in un enigma che coinvolge nientemeno che l’Unione Sovietica? Ebbene, il sottosopra sta seminando terrore e i ragazzi si trovano nuovamente coinvolti nella faccenda e cercare di salvare il mondo dai mostri che vogliono invadere Hawkins. Così Steve, campione di nuoto e bagnino certificato, decide di tuffarsi per cercare di concretizzare la teoria di Dustin e trovare il portale aperto da Vecna nelle profondità delle acque di Hawkins.

Stranger Things: tutte le scene iconiche della serie
La strana squadra di eroi. Robin (Maya Hawke), Eddie (Joseph Quinn), Nancy (Natalia Dyer) e Steve (Joe Keery).

Accadrà, però che Steve verrà risucchiato da uno strano essere e strascinato nel sottosopra e Nancy, sua ex e grande amore della sua vita, lo seguirà tuffandosi coraggiosamente. Così poi farà Robin e poi Eddie.

Ed eccoli lì. Quattro ragazzi, coetanei, diversi anni luce tra di loro ma uniti dalla voglia di distruggere un male che imperversa da troppo tempo.

Steve è chiaramente in difficoltà, viene infatti quasi divorato dai mostri , fino a quando Nancy, Robin e Eddie, uniti più che mai, cercheranno in tutti i modi possibili di liberare il ragazzo dalle grinfie di quegli esseri volanti.

Una scena che, indubbiamente non solo fa riflettere, ma emozionare. Perché nonostante i ruoli sociali che i ragazzi hanno all’interno della scuola, Nancy la giornalista e reginetta della scuola, Steve il “King”, Eddie lo strano del liceo e il ripetente e Robin la secchiona, insieme si rivelano essere una forza della natura. La dimostrazione che non solo l’unione fa la forza ma che l’amicizia è unica.

IL CONCERTO “PIÙ METAL DI SEMPRE”

E anche se l’immagine pop del decennio è stata l’imput che ha principalmente influenzato la serie, gli anni ’80 sono stati anche il Metal. E quale migliore occasione per dimostrarlo se non introducendo un personaggio, che in brevissimo tempo ha conquistato i cuori di ogni appassionato di Stranger Things, che possiede la dolcezza di un Nerd Metallaro? Ovviamente mi riferisco a Eddie Manson, il ragazzo a capo dell’ “Hellfire Club”, la lega dei giovani Nerd appassionati di Dungeons and Dragons, il gioco di ruolo su cui gli autori della serie hanno volutamente associato il mondo del fantastico, come Vecna, personaggio che Eddie inventa durante una delle loro sessioni.

Ad ogni modo Eddie, rimane quindi un personaggio iconico all’interno dell’universo di Stranger Things, e non solo per i suoi capelli lunghi e i buffi modi di fare, ma anche la per la dolcezza con cui condivide l’amicizia con Dustin, che diverrà l’unico spettatore (citando Stranger Things) del “più Metal di sempre”!

Eddie Manson infatti, accusato a Hawkins dell’omicidio della sua compagna di scuola, Chrissy, non può fare a meno di prendere coraggio e la sua amata chitarra e suonare la celebre canzone allo scopo di distrarre i feroci pipistrelli che proteggono la dimora di Vecna. Eddie, con accanto il suo amico Dustin dà letteralmente vita ad una sequenza di scene talmente METAL da entrare di diritto nella storia della serie tv, tanto che in molti viene ricordata come “la scena di Stranger Things”.

La scena “Master of Puppets” dei Metallica è divenuta EPICA nel panorama seriale, così tanto che l’attore che ha interpretato Eddie Manson (Joseph Quinn) ha realmente incontrato la famosa band e suonato assieme a loro nel backstage del festival musicale Lollapalooza, a Chicago.

E pensare che Joseph Quinn ha realmente imparato a suonare la canzone seguendo una traccia già registrata.

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Alessia Lugli

Alessia Lugli

Cresciuta insieme a Marty McFly e ai suoi straordinari viaggi nel tempo, ho sempre sognato di vivere negli anni '80 e magari avere il professor Keating come grande filosofo di vita. Amo i musical, le grandi storie d'amore e ogni film che riguarderei all'infinito. Convinta che si debba sempre guardare al passato per vivere il presente, adoro guardare i grandi classici del cinema.

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