Diretto da Melanie Laurent e tratto dall’omonimo romanzo di Victoria Mass, “Il ballo delle pazze” si dimostra essere una pellicola matura e ben sviluppata.
Maggio 1885. Le strade di Parigi sono invase da una folla di persone giunte nella capitale per rendere omaggio al grande Victor Hugo, prematuramente scomparso pochi giorni prima. Attraverso una serie di stacchi accompagnati dal suono della campane, Melanie Laurent, regista francese classe 1983, incornicia la silenziosa e immobile solennità che regna durante il rito funebre dedicato allo scrittore.
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Migliaia di cittadini francesi formano il cordoglio in onore dell’autore di “Notre-Dame de Paris”.
UNA PROTAGONISTA FUORI DALL’ORDINARIO
Tra questi, una giovane e avvenente ventiseienne, anch’essa accorsa al cerimoniale funerario, rientra nella sua casa borghese dove il resto della famiglia la attende per la cena. E una volta a tavola, non manca di esprimere il desiderio di partecipare ad un salotto letterario assieme al fratello.
Fin dalle prime sequenze si delinea quindi il profilo di una giovane donna che, nella Francia del XIX secolo, dominata dal patriarcato e dove la donna ha l’obbligo di rimanere al proprio posto, riesce a pensare e ad agire fuori dagli schemi. Grazie al suo carattere indomito e alla sua indole espansiva, Eugenie (Lou de Laage) si dimostra aperta al mondo e alle sue peculiarità. Avida lettrice e instancabile sostenitrice della parità dei sessi, la giovane custodisce un pericoloso segreto.
Invero, oltre ad essere una ragazza briosa e di mentalità aperta, la giovane Eugenie è in grado di mettersi in contatto con il mondo degli spiriti. Una dote che nella Francia del 1800 non era certo ben vista per una donna.
UNA STORIA AMBIENTATA ALL’INFERNO
A metà del XVII secolo, Re Luigi XIV ordinò la costruzione di un ospedale sul suolo dove un tempo sorgeva una fabbrica di polvere da sparo. Così nacque la Maison de force de la Salpêtrière. Un luogo di terrore e disgrazie dove venivano ricoverati gli esponenti della feccia della società: i barboni, i ladri, i truffatori e le prostitute.
Lo scopo del Re era ovviamente quello di ripulire le strade di Parigi dalla delinquenza, stipando i “pazienti” (anche se sarebbe meglio definirli “detenuti”) su sudici letti e incatenando le donne al muro in locali freddi e nelle fogne. E fu solamente un secolo più tardi che la Salpêtrière divenne un vero e proprio ospedale, con dottori qualificati e infermiere formate appositamente per svolgere la mansione.

Tuttavia, le pratiche adoperate, per quanto crudeli e disumane, per curare quelle che venivano considerate malattie mentali erano piuttosto discutibili anche se riconosciute legalmente dall’ordine dei medici.
Ed è proprio in questo inferno che Melanie Laurent, qui nei panni di regista, sceneggiatrice e co-protagonista, decide di ambientare l’adattamento de “Il ballo delle pazze”, romanzo di Victoria Mass che nel 2019 fu un caso letterario in Francia.
Invero, è proprio a la Salpêtrière che viene ricoverata la giovane Eugenie, in un oltretomba dove il dottor Charcot (Gregoire Bonnet), somministra cure come l’idroterapia e l’ipnosi alle pazienti, oltre all’isolamento forzato. Tuttavia, è in un luogo tanto lugubre che la nostra protagonista riuscirà a trovare la forza per spezzare quelle catene che la inchiodano alle leggi patriarcali del XIX secolo.
Ed è soprattutto grazie all’intenso rapporto che si verrà a creare con Genevieve (Melanie Laurent), la caposala a servizio del dottor Charcot.
UN PLAUSO SPECIALE A MELANIE LAURENT
Per quanto conturbante infatti, la sceneggiatura scritta dalla fu Shosanna Dreyfus per Quentin Tarantino, riesce a raccontare una bella storia d’amicizia e complicità senza rinunciare a narrare una vicenda tanto cruda quanto sconvolgente. “Il ballo delle pazze” infatti, per quanto mantenga una costante atmosfera degna dei migliori film horror, si sviluppa come un thriller psicologico claustrofobico e destabilizzante.
IN CONCLUSIONE
E se Melanie Laurent brilla di luce propria nell’impersonare la caposala Genevieve, donna apparentemente fredda ma abbastanza aperta mentalmente da decidere di sfidare il sistema sanitario e giudiziario, Lou de Laage dimostra un’intensità quasi disarmante nella sua interpretazione. Attraverso la veemenza della sua espressività, l’attrice francese riesce a trasmettere tutte le sensazioni di una ragazza forte, determinata e indomita, anche di fronte ad un trattamento tanto crudele da spezzare chiunque. Melanie Laurent si dimostra quindi una regista e una sceneggiatrice estremamente matura, capace di creare un racconto coraggioso e crudo, soprattutto in quello che si rivela essere un atto finale straordinariamente sconvolgente. Distribuita in Italia da Prime Video, “Il ballo delle pazze” può quindi vantare una sceneggiatura ben sviluppata e una regia di alto livello, il tutto accompagnato da una fotografia tetra quanto l’inferno in cui la giovane Eugenie si trova costretta a sopravvivere. La scrittura di Melanie Laurent risulta tanto efficace da riuscire ad affrontare tematiche estremamente complicate e delicate in maniera veramente profonda, rendendo “Il ballo delle pazze” una vera e propria perla della cinematografia contemporanea.


Titolo Originale: Le Bal des folles
Anno: 2021
Genere: drammatico
Durata: 121 min
Regia: Mélanie Laurent
Interpreti: Lou de Laâge, Mélanie Laurent
Soggetto: Tratto dall’omonimo romanzo di Victoria Mas
Casa di Distribuzione: Prime Video
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