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Hot Milk: Una dolorosa storia nell’assolata Almeria

Andrea Di Mastrorocco by Andrea Di Mastrorocco
in Cinema, Cinema Recensioni, Emma Mackey
Hot Milk: Una dolorosa storia nell'assolata Almeria
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“Hot Milk”. Emma Mackey e Rebecca Lenkiewicz raccontano la storia di Sofia, dal romanzo di Deborah Levy.

Londra è una città bellissima, piena di arte e di cultura. La capitale inglese è una delle metropoli più importanti del mondo, culla di perle come Portobello Road, Piccadilly e Hyde Park (per citarne alcune). Eppure, in mezzo a tanta magnificenza, qualcuno potrebbe percepirla come una città troppo convulsa, se non addirittura claustrofobica. Ecco perché quando, dalla Gran Bretagna, Sofia (Emma Mackey) arriva nell’assolata Almeria, si sente finalmente libera.

LA PRIMA VOLTA DI REBECCA LENKIEWICZ

Mentre si gode la calura spagnola, il mediterraneo (anche se infestato dalle meduse) e le spiagge dell’Andalusia, Sofia si concede quella sensazione di rilassamento che a Londra poteva solamente sognare. E quando incontra Ingrid (Vicky Krieps), una turista tedesca dal carattere libertino, tra loro nasce immediatamente una folle passione. Tutto sembra essere perfetto, non fosse che Sofia è costretta a vivere tanta libertà solamente a piccole dosi. Assieme a lei infatti, in Spagna, è arrivata anche la madre Rose (Fiona Shaw), una donna costretta sulla sedia rotelle che, per la maggior del tempo, dipende dall’aiuto della figlia.

TRAILER

Rose è in Spagna per provare una cura sperimentale, l’unico barlume di speranza per poter finalmente riprendere a camminare. E così, mentre Sofia si destreggia tra gli studi per il dottorato in antropologia, le preoccupazioni per la madre e quello che sembrerebbe essere un forte legame amoroso, Rebecca Lenkiewicz costruisce una storia intensamente drammatica.

Dopo essersi affermata come sceneggiatrice, curando gli script di pellicole quali “Ida”, “Disobedience” e “Anche io”, con “Hot Milk” Rebecca Lenkiewicz dimostra di possedere anche un gran talento come regista. Alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa, la drammaturga britannica avvolge le sue protagoniste nell’assolata e sensuale arsura della penisola iberica, rendendo il paesaggio stesso un personaggio della storia.

La regia si dimostra elegante ma non eccessivamente virtuosa, anche se presenta una certa maestria nel portare sul grande schermo la storia elaborata da Deborah Levy. Rebecca Lenkiewicz infatti riesce a stupire dando prova di possedere uno stile registico solido e ben definito.

PERSONAGGI DOLENTI

Ma quella di “Hot Milk” non è una storia d’amore, né di redenzione. Quella di “Hot Milk” è una storia di dolore, sia fisico che psicologico. Un dolore che, grazie alla sceneggiatura (adattata dal romanzo di Deborah Levy) scritta da Rebecca Lenkiewicz stessa, si sviluppa in maniera dettagliata e si manifesta sia attraverso le metafore cui si caratterizza la pellicola sia grazie alla bravura delle attrici principali. Rose soffre per la sue condizioni fisiche e Ingrid a causa del suo passato, ed è attraverso la gestualità e i dialoghi che riescono a trasmettere quella bravura, alimentando tutto il loro disagio.

Hot Milk: Una dolorosa storia nell'assolata Almeria
Sofia e sua madre Rose, interpretate da Emma Mackey e Fiona Shaw.

Ma Emma Mackey riesce a spiccare grazie alla sua espressività. Sofia soffre interiormente ed è tramite i suoi occhi che si può percepire quanto la giovane si senta intrappolata. La stella nascente di “Sex Education” infonde al suo personaggio un’umanità disarmante. Ad ogni suo sguardo è possibile cogliere quanto senta il desiderio di evadere dalla realtà che la attanaglia, ma anche quanto sia affezionata alla madre, costretta sulla sedia a rotelle.

MADRE E FIGLIA

Invero, sequenza dopo sequenza, viene a galla quanto la loro relazione sia estremamente tossica. La dipendenza cui è soggetta Rose la rende una donna estremamente gelosa e possessiva e, come in un circolo vizioso, Sofia arriva a manifestare gli stessi sintomi di attaccamento verso Ingrid.

Eppure, complice anche un padre assente, che si è invece creato una nuova famiglia e quindi una nuova vita, Sofia sembra non poter fare a meno della compagnia della madre, per quanto essa possa essere dispotica. Dalla Berlinale arriva quindi una storia densa di umanità e di insano dolore. “Hot Milk” è una pellicola suggestiva, soprattutto grazie all’avvolgente ambientazione, e introspettiva, una perla rimasta inosservata e che per molti potrebbe risultare difficile da comprendere.

Hot Milk: Una dolorosa storia nell'assolata Almeria

Titolo Originale: Hot Milk

Anno: 2025

Genere: drammatico

Regia: Rebecca Lenkiewicz

Interpreti: Emma Mackey, Vicky Krieps, Fiona Shaw

Soggetto: tratto dal romanzo “Come l’acqua che spezza la polvere” di Deborah Levy

Sceneggiatura: Rebecca Lenkiewicz

Casa di Produzione: Hanway Films

Distribuzione: MUBI

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Andrea Di Mastrorocco

Andrea Di Mastrorocco

Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.

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