“L’amore che non muore”. Dal Festival di Cannes una storia d’amore lunga due decenni.
Lui è un ex galeotto appena uscito di prigione. Un tipo fisico, rabbioso e violento. Lei è una donna avvenente, moglie di un ricco uomo d’affari. Clotaire (Francois Civil) e Jackie (Adele Exarchopoulos) vivono due vite diverse e sembra che niente, nessuno o alcun avvenimento possa far incrociare due destini tanto dissimili. Niente, tranne una piccola, semplice e comune musicassetta con sopra incise due iniziali: “J & C”. Invero, per quanto Clotaire sia un malvivente manesco e impulsivo, e Jackie una donna borghese, ben vestita e (apparentemente) felicemente sposata, un amore profondo lega le loro anime.
UNA PELLICOLA FRANCESE CHE PROFUMA DI AMERICA
Un amore lungo due decenni, che supera i confini del tempo e che si sviluppa in una delle pellicole rivelazione del 77esimo Festival di Cannes (candidata a ben 13 Premi Cesar). “L’amore che non muore”, tratto dal romanzo “Jackie Loves Johnser OK?” e diretto da Gilles Lellouche, si presenta quindi come un teen drama per poi, nella seconda parte, assumere le sembianze di un dramma che oscilla tra la decadenza della criminalità e la parvenza di una lussuosa felicità.
TRAILER
Lellouche, alla sua seconda esperienza da regista in solitaria, dirige una pellicola che abbraccia più generi e stili, riuscendo a comprimere l’influenza di due maestri americani come Martin Scorsese e Quentin Tarantino e le suggestioni tipiche del cinema europeo. E, se vogliamo essere pignoli, accarezzando quel fatidico incontro tra Maria e Tony, in una scena che tanto ricorda “West Side Story”. Il risultato è una storia lunga (due ore e mezzo) ma mai noiosa, merito anche di una regia frenetica oltre che di una sceneggiatura, alla quale ha collaborato Audrey Diwan (Leone d’oro a Venezia nel 2021), che valorizza i dialoghi tanto quanto l’espressività dei due protagonisti.
UNA STORIA FATTA DI SGUARDI
Difatti, è attraverso gli sguardi dei suoi interpreti che “L’amore che non muore” riesce a trasmettere le emozioni di Clotaire e Jackie. Se da adolescenti, mentre vivono l’idillio della loro storia d’amore, i loro occhi tradiscono una passione tanto fanciullesca quanto profonda, da adulti, separati ormai da anni, le emozioni si fanno molto più complesse e intense. Adele Exarchopoulos infatti, riesce a dar vita ad una donna a cui non manca niente ma che, neppure per un istante, dimostra di esserne felice. Dietro ogni sorriso si nasconde l’ombra di una profonda nostalgia e il sentore che, per quanto agiata, Jackie nutre una profonda tristezza piuttosto che un’intensa felicità.

Francois Civil al contrario, impersona un uomo marchiato dagli anni di prigionia, costretto a condurre una vita da gangster perché convinto di non avere altra scelta. Sguardo serio, espressione costantemente seria e concentrata, e quell’aria da duro nascondono la fragile psiche di un uomo persuaso, erroneamente, di aver perso per sempre il grande amore della sua vita.
UN OTTIMO COMPARTO TECNICO
E se la regia di Gilles Lellouche risulta efficace e mai disturbante, neppure nelle sequenze più scure e buie, la fotografia e la colonna sonora si dimostrano il perfetto comparto tecnico di un film che unisce le atmosfere pop degli anni ’80 a quelle dominate dalla tecnologia dell’età moderna. Con la sua musica, Jon Brion accompagna la crescita di Clotaire e Jackie, diventando espressione delle loro emozioni e dei loro sentimenti. Allo stesso modo, attraverso una fotografia impeccabile, Simon Jacquet, incornicia la poesia romantica dei due adolescenti/adulti, enfatizzando i picchi emotivi della storia.

Titolo Originale: L’amour Ouf
Anno: 2024
Genere: drammatico, sentimentale
Durata: 161 min
Regia: Gilles Lellouche
Interpreti: François Civil, Adele Exarchopoulos
Sceneggiatura: Gilles Lellouche, Audrey Diwan
Casa di Distribuzione: Lucky Red
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