Nel corso dei decenni Ritorno al futuro è diventato un vero e proprio film cult da vedere e rivedere ogni volta che ne si ha l’occasione. Ma quali sono le scene che, inevitabilmente, sono divenute iconiche?
Una produzione di difficile realizzazione, una sceneggiatura rifiutata più di 40 volte e scelte logistiche discutibili (un frigorifero come macchina del tempo?) ma che fortunatamente in seguito hanno trovato facile risoluzione e hanno fatto di “Ritorno al futuro” un film epico nel suo genere. E le scene di “Ritorno al futuro” sono ricordate e omaggiate da ogni appassionato.
Ricordiamo la scena di quando George McFly si ribella al bullo della scuola, Biff. Oppure quando Doc Brown presenta al mondo del cinema la sua macchina del tempo. Sono tantissime le scene iconiche di “Ritorno al futuro”, specialmente del primo capitolo della trilogia. Qui troverete tante, tantissime curiosità combinate alle scene divenute Cult di questa trilogia di film che simboleggia la mia grande passione per la settima arte.
GLI OROLOGI:
Tutti si ricorderanno come inizia “Ritorno al futuro”. Una carrellata di ritagli di giornale e una serie infinita di orologi (chiaro omaggio al film “L’uomo che visse nel futuro”), tutti puntati sulla stessa ora e che puntualmente suoneranno alla stessa ora. Per fare tutto questo, Zemeckis e Gale si organizzarono in maniera davvero ammirevole: ci vollero circa 20 persone, pronte a sincronizzare gli orologi, simbolo del tempo che scorre. Nella sceneggiatura originale, però, l’inizio di Ritorno al futuro era stato pensato in maniera differente.
L’idea iniziale era che Marty sarebbe dovuto tornare indietro nel tempo grazie ad una reazione nucleare. E il film, all’inizio sarebbe dovuto iniziare con Marty intento a guardare un documentario sull’argomento.
Oltre ad essere una scelta molto costosa per i costi di produzione, fortunatamente pensarono che un fulmine che cade sulla torre dell’orologio fosse un espediente migliore per generare la potenza necessaria per viaggiare nel tempo.
Compito della scena iniziale era anche allo scopo di fornire delle piccole informazioni sul Dottor Brown. Piccoli congegni realizzati al solo scopo di essere utili, come il braccio robotico che “prepara” la pappa ad Einstein, il cagnolino di Doc e primo essere vivente che viaggerà nel tempo. Ritagli di giornale
MARTY E L’AMPLIFICATORE
Michael J. Fox aveva uno stuntman, un uomo che faceva molte scene al posto suo, ovvero Charlie Croughwell. La scena di fronte all’amplificatore, quella dove si apprende che Marty ha una grande passione per suonare la chitarra, è stata una collaborazione tra lo stuntman e il signor Fox. A Croughwell l’arduo compito di sobbalzare all’indietro con l’aiuto di un “Air Ram”, dispositivo che permette allo stuntman di volare.

Charlie Croughwell, durante il primo ciak, sarebbe dovuto atterrare su di un materasso. Purtroppo però venne posizionato male e Croughwell finì per sbattere su una superficie priva di imbottitura. Come se niente fosse, si rialzò e girò il secondo ciak che, fortunatamente, andò meglio.
MARTY E THE POWER OF LOVE
Marty viaggia sullo skateboard e per non fare tardi a scuola, si appoggia sul retro dei furgoni e delle macchine facendosi trasportare, sorprendendo chi è alla guida. Quando uscì il film, Michael J. Fox dovette rilasciate un comunicato per informare i ragazzi australiani che attaccarsi alle macchine in movimento è davvero molto pericoloso, perché, una volta guardato il film e trovando la cosa molto cool, si attaccavano anche loro alle macchine mentre viaggiavano in skate. Esattamente come Marty McFly.
Nella sequenza di scene, Marty è accompagnato dalla colonna sonora di Huey Lewis, “The Power of Love”. Il cantante fa anche una comparsa nel film, nei panni dell’insegnante che rifiuta il gruppo rock di Marty.
L’INCONTRO TRA LORRAINE E MARTY
Investito dalla macchina di suo nonno (il quale credeva che fosse uno dei tanti spasimanti di sua figlia che bazzicava nei dintorni della casa), Marty si risveglia nel letto di Lorraine (vedi le foto degli attori di Hollywood nella parete in camera) con la ragazza occupata a fargli da infermiera e che lo accudisce al suo risveglio. Questa è stata tra le scene usate da Lea Thompson per il suo provino, per aggiudicarsi la parte di Lorraine, la mamma di Marty.

Nella scena Lorraine, che ovviamente non sa che Marty è il suo figlio più piccolo, si prende una bella cotta per lui, chiamandolo Calvin Klein (nella versione italiana, invece, Lorraine lo chiama Levis Strauss).
TI RIPORTERÒ INDIETRO NEL FUTURO!
La scena, è particolarmente ricordata dai fan della trilogia perché vede Doc Brown, interpretato da Christopher Lloyd, perché è portavoce di una delle battute più celebri della saga “Ti riporterò indietro nel futuro!”. Marty, disperato per essersi trovato nel 1955, quindi trent’anni nel passato, all’epoca in cui i suoi genitori avevano la sua stessa età, cerca l’unica persona che può essere in grado non solo di capirlo, ma di aiutarlo, in quanto Doc Brown è colui che ha inventato la macchina del tempo.
I due, si metteranno ben presto a cooperare per poter far sì che Marty ritorni nel suo tempo, il 1985.
Ma come si può trovare una potenza così forte da generare una reazione nucleare? È presto detto, la scarica di un fulmine. La scena, è stata diretta a Pasadena e a detta degli stessi creatori è stata la sequenza più difficile da girare. In quanto gli aerei continuavano a sorvolare il cielo facendo un sacco di rumore.
Zemeckis non riusciva ad arrivare a registrare la fine della scena senza interruzioni. Ci vollero una trentina di Ciak per completare la scena.
FUGA IN SKATEBOARD
Ogni appassionato di cinema ha bene impressa nella mente la scena in cui Marty interviene nella tavola calda cercando di difendere George, suo padre, e poi scappa sulla strada di Hill Valley, prendendo in prestito lo Skate (in realtà prima era un monopattino in legno) ad un giovane ragazzo, ignaro di cosa sarebbe successo. Michael J. Fox che nell’inseguimento è stato chiaramente sostituito dal suo stuntman, ha dato quindi vita ad una scena epica dove il più piccolo (Marty) sconfigge il gigante Golia (Biff) facendo sì che il cattivo si scontrasse con un camion pieno di letame. Ovviamente in realtà non era vero letame, ma una combinazione di tanti elementi, tra cui argilla e terriccio da giardinaggio.
Questa scena, pensata fin dall’inizio da Robert Zemeckis e Bob Gale, fu per far intendere al pubblico che Marty, proveniente da un futuro lontano, avrebbe inventato lo Skate. Difatti, qui Marty, esattamente come durante la scena di Johnny B. Goode. Inventa lo Skateboard. E fu una delle scene costruite appositamente per dare senso e continuità alla sceneggiatura.
PENSI CHE NON ABBIA MAI PARCHEGGIATO?
Ebbene si, Marty, nel tentativo disperato di fare innamorare i suoi genitori, e riuscire ad esistere nel suo futuro (e quindi non essere cancellato dall’esistenza), cioè il 1985, stringe un patto con George, suo padre, per far sì che lui e Lorraine possano stare assieme. E per fare questo, Marty è costretto a… parcheggiare assieme alla madre. E parcheggio per i giovani vuole dire solo una cosa. Questa scena con protagonista una giovane a molto avvenente Lea Thompson e l’idolo delle teenagers di allora, Michael J. Fox, destò non poco clamore.
Ma partiamo dall’inizio. Prima di tutto, la sceneggiatura, quando il film non era ancora una realtà, venne respinta molte volte (più di 40). E tra i “No” più decisi vi era quello della Walt Disney Company. La casa delle idee non accettava che una madre (seppur non essendo a conoscenza che Marty fosse suo figlio venuto dal futuro) potesse nutrire un sentimento così affettuoso verso il proprio figlio.
La scena in questione, prevedeva un bacio fra i due. E per questo la Walt Disney Company respinse la sceneggiatura. La scena difatti era davvero molto difficile da gestire per cercare di non avere fraintendimenti, e gli stessi autori non avevano idea di come girarla. Così Zemeckis e Bob Gale tentarono di aggiungere una battuta al copione di Lorraine.
Così, appena la ragazza dà il famoso e incestuoso bacio a Marty, la sua prima reazione è quella di tirarsi indietro, confessando al ragazzo di aver sentito una strana sensazione, come di aver baciato “mio fratello”. Grazie a quella frase, la scena e quindi le intenzioni dei ragazzi coinvolti furono più semplici da gestire.
LA RIVINCITA DI GEORGE MCFLY
La scena in questione ha da sempre il suo fascino. La vittima che sconfigge il bullo di sempre, quello più grande e grosso di lui. Quello più popolare e, magari, con una cerchia di scagnozzi pronti a obbedire a ogni suo ordine. George McFly, da semplice Nerd di quartiere, intelligente, scrittore appassionato di fantascienza, è probabilmente colui che in “Ritorno al futuro” ne esce più di tutti vincitore.
Sposa Lorraine, la ragazza che da sempre occupa il suo cuore, diventa uno scrittore di successo e, cosa più importante, diventa un uomo sicuro di sé tanto da trasmettere questa sua sicurezza anche ai suoi figli. E quindi George, grazie all’aiuto indiretto di Marty, trova finalmente il coraggio di reagire al suo bullo. Grazie ad un caso fortuito, Marty non sarà in quella macchina insieme a Lorraine come i due ragazzi avevano concordato fin dall’inizio.
Ci sarà invece Biff, da sempre ossessionato dalla ragazza e che sta importunando in macchina. Così George, trova il coraggio prima a parole di dire di “No” a Biff, intimandolo di lasciare stare Lorraine. Ma poi, quando le parole non servono, sono i fatti a parlare.
E così Biff, bloccato George per un braccio, improvvisamente rimane a tappeto con lo stupore di tutti, dalla stessa Lorraine a George, a tutto il liceo di Hill Valley.
George trova finalmente il coraggio necessario e, come Bob Gale e Robert Zemeckis hanno opportunamente puntualizzato in seguito, il suddetto coraggio farà parte di George McFly per molto tempo.
Ma ci credereste mai che la scena non avrebbe dovuto essere così? L’effetto sorpresa, ovvero quando George sferra il suo pugno in faccia a Biff, non avrebbe dovuto esserci. La sceneggiatura infatti prevedeva che George (interpretato da Crispin Glover) e Biff avrebbero dovuto fare una rissa (conclusasi con la vittoria di George, ovviamente). Difatti fu girata una scena in cui George si allenava con il sacco da Boxe e che fortunatamente fu tagliata, perché gli sceneggiatori preferirono di gran lunga l’effetto sorpresa, in cui non c’erano risse programmate, ma un solo grande colpo di scena.
JOHNNY B: GOODE.
Chi non ha mai sognato di salire su quel palco e suonare Johnny B. Goode.? Si, insomma, a parte l’esito, credo tutti. Marty McFly qui segna la nascita del rock’n roll. Fu in effetti una delle prime scene che Robert Zemeckis e Bob Gale ebbero in mente di fare. Marty che inventa il Rok’n roll.
Senza volerlo Marty fornisce la spinta necessaria a Chuck Berry nel trovare quel certo sound… quando il film uscì Chuck Berry apprezzò moltissimo e le persone si stupiranno nel conoscere alcune curiosità legate a questa indimenticabile scena. (qui il racconto della scena completa).
DOC BROWN E LA TORRE DELL’OROLOGIO
Non ci credereste mai ma la scena, o meglio, questa sequenza di scene è stata tra le più difficili del film ad essere realizzate. Un po’ complice l’assenza di Michael J. Fox, occupato sul set di Casa Keaton e presente sul set di “Ritorno al futuro” solo dal pomeriggio fino a tarda notte. Un po’ perché molte delle sequenze che vedevano protagonista Christopher Lloyd, e quindi Doc Brown sulla torre dell’orologio occupato a collegare il cavo che avrebbe fruito da collegamento tra il fulmine e la DeLorean e quindi permesso a Marty di tornare indietro nel tempo, furono girate all’interno degli studi cinematografici della Universal.
Ma nonostante il grande lavoro di montaggio che vedeva Marty e Doc comunicare tra cielo e terra, e poi in sella alla DeLorean. Chris Lloyd era appeso su quella torre e salutava Marty da lontano. (qui il racconto della scena completa).
STRADE? DOVE STIAMO ANDANDO NON C’È BISOGNO DI STRADE
Più di una battuta iconica. “Ritorno al futuro” è più di un film che ha travolto più di una generazione di appassionati. E con questa battuta pronunciata nientemeno che da Doc Brown che introduce in maniera entusiasmante il secondo capitolo della trilogia (e la cosa buffa è che non avevano ancora in mente di realizzare un secondo film), termina “Ritorno al futuro”. Ed è bene che sappiate che, durante l’anteprima del film, la suddetta scena venne proiettata in bianco e nero.

Ma il pubblico non ci fece caso, anzi. Aspettavano tutti con il fiato sospeso che l’auto volasse e quando successe, tutto si trasformò in qualcosa di mai visto ed il pubblico esplose di gioia.
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