Dopo il successo de “L’Appartamento”, Billy ci regala un altro piccolo gioiello con il film “Irma la Dolce”, dove ritroviamo la coppia Shirley MacLaine e Jack Lemmon.
11 novembre 1956. Al Teatro Gramont di Parigi debuttò “Irma la Douce”, una commedia musicale con protagonista un’avvenente prostituta e il suo protettore, nonché fidanzato, Nestore, uno studente di giurisprudenza pronto a tutto per impedire che la donna che ama si guadagni da vivere frequentando altri uomini. Una gelosia patologica che lo porterà a travestirsi da facoltoso lord inglese, disposto a spendere cifre esorbitanti per fare in modo di essere l’unico cliente della dolce Irma.
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L’opera riscosse il plauso di critica e pubblico e il successo fu tale che ben presto gli spettacoli sconfinarono oltre oceano, arrivando in città quali New York, Boston, Chicago e Los Angeles. E fu proprio nella Città degli Angeli che si concluse il tour di “Irma la Douce”, nel 1962, dopo aver collezionato più di 500 repliche e una candidatura ai Tony Awards.
Il tour si concluse, ma non il successo. Invero, mentre la commedia mieteva successi negli Stati Uniti, a Hollywood Billy Wilder firmò un accordo con la United Artists per produrne l’adattamento cinematografico, che approdò nelle sale cinematografiche un anno più tardi. Così nacque il progetto del film che in Italia uscì con il titolo di “Irma la Dolce”.
SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA
Qualche anno prima, Wilder aveva avuto occasione di lavorare con Marilyn Monroe per la pellicola “Quando la moglie è in vacanza”, e avrebbe voluto affidare a lei il ruolo di Irma (anche se arrivava sempre in ritardo sul set). Ma a causa della prematura scomparsa della bellissima attrice, il desiderio di vederla nei panni di Irma purtroppo non si realizzò. Così, dopo aver preso in considerazione Elizabeth Taylor, decise di affidare il ruolo da protagonista ad un’altra attrice con la quale aveva già avuto modo di lavorare durante la produzione de “L’Appartamento”, ossia Shirley MacLaine. L’attrice si dimostrò entusiasta, e considerato che credeva ciecamente in Billy Wilder, firmò il contratto ancor prima di aver letto la sceneggiatura.
Sceneggiatura che, ovviamente, era stata affidata a I. A. L. Diamond, eterno collaboratore di Wilder in film come “Arianna” e “A qualcuno piace caldo”, oltre che “L’Appartamento”. Il duo di artisti, entrambi Premio Oscar, sviluppò quindi una trama fedele all’originale, sebbene scelsero di rendere il protagonista un ex poliziotto piuttosto che un aspirante avvocato. Tuttavia, grazie all’eleganza e al fine umorismo con cui viene narrata la vicenda, tale cambiamento risulta del tutto irrilevante ai fini della trama.
E chi avrebbe potuto affiancare la candida Shirley se non l’attore che aveva contribuito a rendere “L’Appartamento” una delle più belle commedie cinematografiche di tutti i tempi? Così, successe che Billy Wilder formò nuovamente la coppia Shirley MacLaine e Jack Lemmon.
UNA SONTUOSA COLONNA SONORA
Ma il più importante e significativo cambiamento che il regista decise di apportare alla storia, fu quello di non dirigere un musical. Invero, sebbene alcune delle canzoni dello spettacolo teatrale facciano parte della colonna sonora, come “Dis-Donc”, che Shirley MacLaine canticchia mentre danza sul tavolo da biliardo, “Irma la Dolce” è una pura, profonda e divertente commedia romantica.

André Previn infatti compose una sontuosa colonna sonora prendendo come base la bellissima “Our Language of Love”, che accompagna i nostri protagonisti fin dai titoli di testa. Difatti, la musica gioca un ruolo centrale nella pellicola di Wilder. E oltre ad omaggiare il musical teatrale, riesce ad esprimere le emozioni di Irma e Nestore.
GROTTESCO MA MEMORABILE
E per quanto divertente, “Irma la Dolce” assume per presto i caratteri delle più grottesche delle commedie. Spesso Wilder ha usato il travestimento per affrontare le più disparate tematiche. In questo caso, attraverso la maschera del protagonista, sviluppa una trama in cui è la gelosia il centro nevralgico della storia.

Nestore infatti, ossessionato dal lavoro della sua amata Irma, decide di travestirsi da facoltoso lord inglese in modo da diventare il suo unico cliente. Ma il rapporto che si viene a creare tra Lord X e la prostituta diventa talmente intimo da far diventare Nestore geloso del personaggio che lui ha creato e interpretato, tanto da arrivare a desiderare di farlo fuori. Le situazioni che si vengono lentamente a creare, che vedono Nestore dover fare i conti sia con la sua patologica gelosia sia con singolari personaggi, come l’indimenticabile barista Moustache, diventano sempre più esilaranti, tanto da rendere un film della durata di quasi due ore e mezza una gradevole e leggera esperienza cinematografica.
In questo trionfo del grottesco, caratterizzato da gag memorabili e ben contestualizzate, Wilder riesce a confezionare una forte critica al sistema patriarcale che all’epoca regnava negli Stati Uniti. Nel quartiere parigino in cui è ambientato “Irma la Dolce”, per quanto sia popolato da uomini lavoratori (scaricatori, ortolani e macellai) sono le donne a mantenere gli uomini. Una condizione che, per quanto singolare, sembra essere del tutto normale. Tanto che, quando Nestore si offre di trovare un lavoro per mantenere la sua donna, questa si sente umiliata.
L’ENNESIMA PERLA DI BILLY WILDER
Attraverso la commedia quindi, Billy Wilder riesce nuovamente ad affrontare tematiche importanti, e a mettere sotto scacco l’industria americana. Il regista Premio Oscar crea un mini mondo in cui, oltre agli uomini lavoratori, sono le donne che mantengono il proprio partner, il quale non fa altro che dettare legge e spassarsela godendo dei guadagni delle loro protette. Il tutto in un crescendo di situazioni sempre più improbabili.
Ma Wilder non si limita a questo. In “Irma la Dolce” infatti, il regista riesce a raccontare quanto il potere possa influenzare la mente, fino a portare un uomo, per quanto sia di buon di cuore, ad abusarne. La trasformazione da onesto poliziotto a protettore logorato dalla gelosia è immediato, tanto quanto l’effetto che il potere ha sulla mente umana. E nonostante la lunghezza, “Irma la Dolce” è una pellicola che riesce a intrattenere senza mai annoiare, riuscendo a toccare tematiche molti importanti, rendendo quindi la pellicola un’altra delle tante perle dirette da Billy Wilder.

Titolo Originale: Irma la Douce
Anno: 1963
Genere: commedia, sentimentale
Regia: Billy Wilder
Interpreti: Shirley MacLaine, Jack Lemmon, Lou Jacobi
Soggetto: tratto dal musical francese Irma la douce
Casa di Produzione: United Artist
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