Sfruttando la storia vera del plotone 6888, Tyler Perry riesce a raccontare una storia profonda e densa di significato.
Ci sono oggetti che ormai sono divenuti iconici quanto la pellicola di cui fanno parte. Una candida piuma bianca che vola accarezzata dal vento per poi finire ai piedi di Forrest Gump. Semplici oggetti, che però ricoprono un ruolo importante all’interno della trama, come il palloncino rosso di Pennywise, il cappotto della bambina di “Schindler’s List” o una lettera la cui busta è ormai indelebilmente macchiata di sangue. Una lettera scritta ma mai arrivata a destinazione. Ed è da questa missiva dispersa nei meandri della corrispondenza dell’esercito degli Stati Uniti che comincia la storia di Lena Derriecott.
Giovane e avvenente afroamericana, dopo aver appreso della morte del suo amato Abram (Gregg Sulkin), Lena (Bony Obsidian) decide di arruolarsi e prendere servizio ai comandi del capitano Charity Adams (Kerry Washington), in quello che la storia ricorda come “The Six Triple Eight”, ossia il battaglione 6888.
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UNA DELLE PAGINE MENO NOTE DELLA STORIA
Scritto e diretto da Tyler Perry, “The Six Triple Eight” racconta la vera storia di un gruppo di donne che, durante la Seconda Guerra Mondiale, riuscì a risollevare l’umore di un paese che ormai sembrava essersi rassegnato. Compiendo la titanica impresa di consegnare oltre 17 milioni di lettere arretrate, il 6888 donò nuova linfa vitale ai soldati impegnati al fronte e speranza alle famiglie in attesa di notizie da parte dei loro ragazzi.
Tyler Perry, commediografo classe 1969, è da sempre un regista in grado di spaziare tra i generi con una scioltezza invidiabile, sebbene la sua carriera sia stata segnata da pellicole piuttosto discutibili. Ma quando si tratta di approfondire tematiche delicate difficilmente sbaglia il colpo. Con “The Six Triple Eight” infatti, Perry riesce a raccontare una delle pagine meno note legate alla Seconda Guerra Mondiale utilizzando la storia dell’unico plotone composto interamente da donne di colore per erigere un monumento contro il razzismo e la discriminazione.
LA BATTAGLIA DI LENA E CHARITY
Invero, per quanto “The Six Triple Eight” possa essere considerato un war movie, la storia si sviluppa come una battaglia contro il sistema americano che, pur essendo ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, risulta essere ancora molto attuale. A farsi carico di tale denuncia sono le due protagoniste, Ebony Obsidian e Kerry Washington. Due donne caratterialmente opposte ma entrambe consapevoli delle proprie possibilità.

Se la Lena Derriecott di Ebony Obsidian appare come una ragazza introversa ma estremamente intelligente, il capitano Charity Adams si dimostra essere la perfetta guida spirituale per le ragazze del 6888. Forte, determinata e coraggiosa (e magnificamente interpretata) Charity non si fa piegare dal giudizio degli altri anzi, com’è giusto che sia, pretende da tutti, persino dal suo superiore (un uomo bianco ovviamente) il rispetto che merita il suo operato quanto quello delle soldatesse del suo plotone.
Ed è proprio l’interpretazione di Kerry Washington, attorno alla quale Perry costruisce saggiamente i momenti più emozionanti della pellicola, a emergere. E se Ebony Obsidian, grazie alla dolcezza innata del suo personaggio, riesce a trasmettere una forte empatia con il pubblico, il capitano Adams si rivela essere una nuova icona femminista.
UNA STORIA CHE MERITA DI ESSERE RACCONTATA
Inoltre, anche se la Guerra si intravede appena, la battaglia che “The Six Triple Eight” si promette di raccontare si svolge all’interno dell’esercito statunitense, dove la meritocrazia risulta meno importante di fattori che, soprattutto durante un conflitto mondiale, dovrebbero essere irrilevanti, come il colore della pelle o il sesso di appartenenza.
E poco importa se la trama è stata enfatizzata e se i comprimari, come Susan Sarandon nei panni di Eleanor Roosevelt o Oprah Winfrey in quelli dell’icona per i diritti degli afroamericani, ovvero Mary McLeod Bethune, si rivelano essere delle semplici comparse. L’eroica storia delle soldatesse del 6888 merita di essere raccontata e, pur romanzandola, Tyler Perry è riuscito a farlo in maniera più che onorevole.

Titolo Originale: The Six Triple Eight
Anno: 2024
Genere: storia vera, guerra
Durata: 127 min
Soggetto: basato sull’articolo “Fighting a Two-Front War” di Kevin Hymel
Interpreti: Kerry Washington, Ebony Obsidian, Dean Norris
Regia: Tyler Perry
Distribuzione: Netflix
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