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Odissea: Quanto è potente il senso di colpa?

Andrea Di Mastrorocco by Andrea Di Mastrorocco
in Anne Hathaway, Cinema, Cinema Recensioni, Matt Damon, Robert Pattinson, Zendaya
Odissea: Quanto è potente il senso di colpa?
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Christopher Nolan incontra Omero, e il risultato è una moderna opera epica.

Nell’ambito della letteratura, così come in quello dell’arte, del cinema o della musica, esistono quelle opere imprescindibili che, anche a distanza di secoli se non millenni, rimangono capolavori culturalmente necessari. Da “la Divina Commedia” del sommo poeta Dante Alighieri a “l’Eneide” di Virgilio, la letteratura ci ha regalato poemi talmente indissolubili da resistere allo scorrere del tempo, al progredire dell’umanità e allo svilupparsi della tecnologia. “L’Odissea”, quanto “l’Iliade”, è una di queste di opere.

TRAILER

Più di tremila anni fa, a cavallo tra l’VIII e il VII secolo a.C., il poeta greco antico Omero ha tramandato una delle storie più belle e importanti con cui l’umanità ha avuto modo (e avrà modo) di confrontarsi. La storia di un uomo, identificato come un eroe che grazie al suo acume riuscì ad ideare un tranello capace di metter fine alla Guerra di Troia, che ormai imperversava da dieci lunghi e maledetti anni. Un uomo spinto dalla volontà di tornare nel suo amato regno di Itaca, dalla sua regina Penelope e dal figlio Telemaco, la cui intelligenza e forza scatenarono l’ira degli Dei.

Ulisse (o Odisseo), il fiero e valoroso re di Itaca, è quindi il protagonista de “l’Odissea”, un poema che, al pari della discesa agli Inferi di Dante e Virgilio, ancora oggi, a distanza di tre millenni, risulta essere un’opera indispensabile.

Quella creata da Omero è un’ode capace di fondere mitologia e umanità, descrivendo il dolore e il tormento di un singolo essere umano accostandoli, in una maniera tanto perfetta quanto implicante, alla furia degli Dei. Perché Ulisse, in quanto essere umano, è una creatura imperfetta e fallibile, incapace talune volte di controllare i propri istinti, che siano essi di sopravvivenza o carnali, ed altre di dominarsi ed affidarsi all’intelletto tanto da riuscire a superare prove e pericoli mortali. E forse è proprio per l’imperfezione del protagonista, per le atmosfere epiche e per la profondità con cui Omero inserì tutte le sfaccettature della condizione umana, che “l’Odissea” ha resistito all’usura del tempo rimanendo una delle opere indispensabili del panorama culturale.

Attenzione. Indispensabile, ma non intoccabile. Invero, proprio grazie alla complessità delle tematiche affrontate e del viaggio filosofico che esse accompagnano, il poema epico di Omero lascia molto spazio alla reinterpretazione. Il viaggio dell’eroe elaborato da Omero cela in sé una tale complessità da poter essere analizzato, e quindi rivisitato, in chiave filosofica quanto metaforica.

Eppure, quando si tenta di dare una propria interpretazione di un poema tanto bello quanto “l’Odissea” si rischia sempre di sconfinare e di rovinare ciò che la perfezione ha reso immortale, snaturando le fondamenta della storia e dei personaggi. Ma, per fortuna, Christopher Nolan, uno dei più talentuosi registi della nuova generazione hollywoodiana, è riuscito a trattare con sommo rispetto il magnifico cantico della gesta di Odisseo senza però rinunciare a offrire il proprio originale punto di vista.

IL VIAGGIO DELL’EROE

Conclusasi la Guerra di Troia, il viaggio del Re di Itaca comincia dalla spiaggia dell’Isola Ogigia, dove un confuso Ulisse (Matt Damon), attanagliato da una terribile amnesia, tenta di ricostruire quanto successo ai suoi uomini. Unico superstite della flotta itachese, Odisseo è ospite della Ninfa Calipso (Charlize Theron) che lo nutre con l’obnubilante fiore di loto.

Intanto, in attesa che il suo Re torni a casa, ad Itaca Penelope (Anne Hathaway) tenta di tenere in piedi le sorti di un’isola che corre il rischio di crollare finendo nelle mani delle decine di Proci (o pretendenti) che hanno invaso la dimora dell’assente Ulisse. Tra di essi spicca Antinoo, il più subdolo di tutti loro, impersonato da un Robert Pattinson in grado di trasmettere un’immediata e costante antipatia.

Odissea: Quanto è potente il senso di colpa?
Robert Pattinson è Antinoo, uno dei Pretendenti di Penelope.

In questo clima di tensione e violenza, comincia l’altro viaggio che Nolan riesce magistralmente a raccontare in “Odissea”, ossia quello del giovane Telemaco (Tom Holland), che parte alla volta di Sparta per andare a trovare Menelao (Jon Brenthal) e avere quindi notizie del padre che non ha mai conosciuto. Giocando quindi con lo scorrere del tempo, con dei flash back che mai furono sfruttati con tanta maestria, attraverso dei frammenti di memoria, il regista Premio Oscar riesce a narrarci la storia di due viaggi per mostrare a noi umili spettatori quanto sia successo durante la famigerata e maledetta Guerra di Troia, sia ciò che è successo in seguito alla vittoria dell’esercito guidato da Agamennone (Benny Safdie).

OLTRE LA TECNICA

Come sempre, Christopher Nolan concepisce un’opera registica impeccabile sia sul piano tecnico quanto su quello emotivo, sebbene non manchino quelle piccole forzature necessarie (o forse no) allo svolgimento dell’epica vicenda di Ulisse. Limitando gli effetti visivi, indispensabili per la creazione di personaggi come il ciclope Polifemo, Nolan si affida alla ricostruzione manuale delle navi della flotta greca, alla riprese in esterno, toccando anche le coste italiane della Sicilia e del Lazio, e all’ambizioso formato delle cineprese IMAX.

Invero, “Odissea” è una pellicola tecnicamente ineccepibile, con una fotografia che rende giustizia ai paesaggi marittimi attraversati da Odisseo nel suo pellegrinaggio, un sonoro che è parte integrante della trama enfatizzando i picchi di tensione e un’inquietudine tanto quanto di introspezione. Un montaggio che lentamente porta alla luce il dolore celato dell’eroe creato da Omero. E Matt Damon infine si rivela essere un protagonista intenso, il perfetto collante in grado di unire il ritorno a casa di Ulisse e il passaggio da ragazzo a uomo del giovane Telemaco.

Odissea: Quanto è potente il senso di colpa?
Matt Damon nei panni di Ulisse, il Re di Itaca.

Ma, dopo più di trent’anni di gloriosa carriera, Christopher Nolan ci ha ormai abituati a pellicole costruite a regola d’arte per quel che concerne il comparto tecnico. Tuttavia è il grande fattore emotivo che maggiormente colpisce in “Odissea”. La trama che Nolan concepisce attorno al senso di colpa, che lentamente riaffiora nei ricordi di Ulisse, si sviluppa come una catarsi personale piuttosto che come un’epica vicenda.

UNA STORIA SUGLI ESSERI UMANI

Ulisse infatti si rivela essere un uomo tormentato da un gigantesco senso di colpa, e quello che sembrava essere un viaggio di ritorno verso casa si dimostra una presa di coscienza. Mentre i ricordi riaffiorano, i dettagli della caduta di Troia palesano come lo stratagemma del Cavallo non sia stato una facile macchinazione ma un supplizio durato giorni. E la presa della città di Re Priamo non sia quell’impresa eroica rammentata da Menelao ma un massacro che, oltre a fare strage di innocenti, ha violato le Legge di Zeus e degli altri Dei.

Lo scopo del pellegrinaggio di Ulisse raccontato da Nolan non è quindi il mero ritorno a Itaca, dalla sua amata Penelope, bensì quello di espiare una colpa che continua a trafiggere il suo cuore.

Proprio per tal motivo Christopher Nolan elimina quasi completamente la componente divina in favore di una smisurata fede espressa dagli uomini e si concentra sulla labile psiche degli esseri umani. Persino la Dea Atena (Zendaya), somma protettrice del prode Ulisse “di multiforme ingegno”, appare come la manifestazione del suo inconscio piuttosto che come la divinità che esso dovrebbe guidare.

Odissea: Quanto è potente il senso di colpa?
Anne Hathaway interpreta un’intensa Penelope, moglie di Ulisse nonché Regina di Itaca. Alle sue spalle Mia Goth nei panni di Melanto, una delle sue ancelle.

Ma Nolan non si limita a questo e rielabora a proprio modo un’opera densa di significato donandole nuova espressione. Nella brutalità della trasformazione in maiali dei soldati itachesi da parte della Maga Circe (Samantha Morton), una delle scene più macabre del film, il regista porta in scena una donna che ha fatto dell’accoglienza un’arma e della benevolenza un inganno. Il regista Premio Oscar spoglia la figlia della Ninfa Perseide di quella seduzione che per millenni l’ha caratterizzata e ci presenta una donna in grado di ammaliare attraverso la sua aria affabile e non grazie ad un accentuata sensualità.

Penelope stessa, impersonata da un’intensa Anne Hathaway, diventa l’emblema di una donna che, pur soffrendo le pene d’amore, è costretta a farsi forza e sorreggere, per vent’anni, le sorti della sua isola fronteggiando la brutalità dei Proci e divenendo la vera regina di Itaca.

LE SCELTE DI ODISSEO

Tuttavia, come accennato in precedenza, è sul senso di colpa che la rielaborazione di Christopher Nolan pone le sue basi. Il nemico di Ulisse infatti non è l’ira del Dio Poseidone, bensì il peso delle proprie decisioni. Il viaggio verso la redenzione, che Odisseo troverà una volta tornato ad Itaca, si permea della volontà di un uomo partito per la guerra come valoroso guerriero e tornato in patria come artefice di un destino che lui stesso ha imposto a sé stesso, ai suoi nemici e ai suoi soldati.

La spasmodica ricerca dell’espiazione narrata da Nolan, tramuta quindi il canto ammaliante delle Sirene in una rivelazione della verità e la discesa nell’Ade nella Terra dei Cimmeri, che reputo la miglior sequenza di tutta la pellicola, in un personale confronto con il pesante eco delle proprie azioni.

Quell’eco che Ulisse ritrova nella profezia di Tiresia, nella scelta di affrontare Scilla piuttosto che Cariddi e nella permanenza sull’isola della Ninfa Calipso. Eppure, in tutta questa divina epicità, ogni cosa appare umana e incredibilmente realistica. Gli esseri umani sono i protagonisti di “Odissea” di Christopher Nolan e sono le battaglie che essi combattono tra di loro a flagellare il mondo.

Odissea: Quanto è potente il senso di colpa?

Titolo Originale: The Odyssey

Anno: 2026

Genere: Epico, avventura

Durata: 172 min.

Regia: Christopher Nolan

Interpreti: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya

Soggetto: dal Poema “Odissea” di Omero

Sceneggiatura: Christopher Nolan

Distribuzione: Universal Pictures

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Andrea Di Mastrorocco

Andrea Di Mastrorocco

Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.

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