“Dept. Q – Sezione casi irrisolti”. Dal romanzo di Jussi Adler-Olsen un’avvincente serie ambientata tra le strade della Scozia.
Ormai è cosa nota. La scandinavia è una delle realtà letterarie moderne più importanti d’Europa, soprattutto per quanto riguarda il genere Thriller. Dalla Svezia infatti, tanto per fare qualche esempio, sono stati pubblicati i romanzi di due scrittori del calibro di Camilla Lackberg, autrice dalla famosa serie “I delitti di Fjallbacka”, e Stieg Larsson, il capostipite della fortunata trilogia “Millennium”.
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Dalla Danimarca invece spicca il nome di Jussi Adler-Olsen, scrittore classe 1950 responsabile di aver ideato la serie del famigerato Dept. Q, che oggi vanta milioni di copie vendute in tutto il mondo. Non male per uno scrittore che ha esordito pubblicando due saggi su Groucho Marx.
MATTHEW GOODE E’ MAGNETICO
E, come spesso accade, tali romanzi possono essere fonte di ispirazione per opere seriali o cinematografiche. Proprio dai romanzi scritti Adler-Olsen, Netflix ha deciso di produrre una nuova serie dal titolo “Dept. Q – Sezione casi irrisolti”.
Protagonista della storia è Carl Morck (Matthew Goode), un intuitivo quanto sarcastico e sbruffone detective capo a cui è stata affidata la direzione di un nuovo dipartimento. Così, traumatizzato da un tragico evento avvenuto mesi addietro, Morck si trova costretto a lavorare a casi irrisolti ormai archiviati da tempo. E il primo e infausto compito cui sceglie di lavorare è quello di trovare una donna scomparsa quattro anni prima… ammesso che sia ancora viva.
Metthew Goode, che si dimostra un attore in stato di grazia, impersona un uomo complicato, ossessionato da un passato che ancora lo tormenta, incapace (almeno all’apparenza) di instaurare un rapporto di genuino rispetto con chiunque. Soprattutto con il suo figliastro, Jasper. Tuttavia, per quanto Goode riesca a rapire lo spettatore tanto risulta magnetico, in un cast che comprende interpreti del calibro di Kate Dickie e Kelly Macdonald, è forse Chloe Pirrie che spicca con la sia performance tanto intensa quanto profonda. L’attrice scozzese impersona Merritt Lingard, un procuratore che si ritrova prigioniera del suo passato, costretta a lottare con una perenne sofferenza sia fisica che interiore.
COME LEGGERE UN ROMANZO
Guardare “Dept. Q – Sezione casi irrisolti” è come leggere uno dei migliori thriller moderni. Il Passato e il presente si intrecciano alla perfezione in una trama che si rivela colma di mistero. Non a caso si tratta di un’opera tratta dal primo romanzo della serie della “Sezione Q”. Ad ogni sequenza infatti si percepisce l’odore dell’inchiostro della pagine del libro.

Inoltre, si nota fin da subito il tocco di una mano esperta come quella di Scott Frank, già ideatore di un western come “Godless” e di una serie pluripremiata quale “La regina degli scacchi”. Il modo in cui lo sceneggiatore di “Minority Report” riesce ad adattare il romanzo di Jesse-Odler è veramente eccelso. Ogni sequenza è come leggere il capitolo di un libro tanto bello da spingere il lettore ad andare avanti con la speranza però che non finisca mai.
UNA STORIA BEN COSTRUITA
Tra le strade di Edimburgo si sviluppa quindi una storia ben costruita e magistralmente interpretata. Il tutto reso ancor più avvolgente da una fotografia in grado di mettere in risalto le emozioni dei personaggi nati dalla penna di Alder-Olsen. Così, dopo la conferma dell’arrivo di una seconda stagione, non ci resta che sperare di rivedere a breve il detective capo Mork e la squadra del Department Q.

Titolo Originale: Dept. Q
Anno: 2025
Interpreti: Matthew Goode, Chloe Pirrie, Alexej Manvelov
Regia: Scott Frank e Elisa Amoruso
Soggetto: tratta dai romanzi di Jussi Adler-Olsen
Casa di Distribuzione: Netflix
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