Tradizioni, passioni, cuori infranti e una Scozia più bella che mai. Questo e molto altro è “Blood of my blood”.
Il seme non cade mai lontano dall’albero, è proprio il caso di sottolinearlo. Perché se avete amato Outlander, specialmente le prime stagioni, probabilmente, “Blood of my blood”, vi sorprenderà.
Badate bene, la serie non ha una trama ricca e articolata, definita da avvenimenti cruciali come la serie madre (primo fra tutti l’ossessione di Jonathan Randall verso James Fraser). Quel che ha di bello “Blood of my blood” è la nostalgia. Perché riporta ad un tempo in cui Outlander era vera, con personaggi che non erano usciti lindi e puliti come da un appuntamento dall’estetista.
TRAILER
In un tempo in cui ogni elemento del cast era evidente che apparteneva ad un momento storico in cui le latrine non erano alla portata di tutti o del momento. Un secolo in cui si assaporava il sapore della vera Scozia con le sue innumerevoli e profonde tradizioni.
PROMESSE NUZIALI
“Blood of my blood”, a differenza dei romanzi di Diana Gabaldon, autrice della saga letteraria di Outlander, cui “La Straniera” fa da capostipite, non fa parte di un testo specifico. La sua storia nasce da alcuni riferimenti alla serie madre. “Blood of my blood” sono infatti le promesse nuziali che i protagonisti, ovvero James Fraser e Claire Beauchamp pronunciano durante il settimo e, aggiungerei, mai dimenticato episodio della prima stagione di Outlander.

Sangue del mio sangue e ossa delle mie ossa, è quindi un chiaro riferimento non solo all’eternità di quell’amore intenso e passionale che le rispettive coppie nutrono, ma un chiara allusione allo stesso amore tra Claire e James Fraser.
Gli stessi infatti, durante l’ottava puntata della prima stagione, non possono fare a meno di toccarsi l’un con l’altra, pensando ad una ragione autentica dell’esistenza di così tanta chimica.
E probabilmente, questa domanda avrà finalmente una risposta. Perché in “Blood of my blood” avviene difatti l’impensabile. O forse, così tanto inimmaginabile non è?
UN PREQUEL ALL’ALTEZZA
“Blood of my blood” è quindi un prequel della serie madre, e narra la storia, o meglio le storie dei genitori dei nostri protagonisti principali, ovvero i genitori di Claire, Julia Moriston (divenuta Beauchamp) e Henry Beauchamp e i genitori di Jamie, ovvero Ellen MacKenzie e Brian Fraser. E queste storie, come del resto potrete anche notare dal Trailer, si intrecceranno l’un con l’altra.
Ma facciamo chiarezza.
La serie, sviluppata da Matthew B. Roberts sotto la supervisione della stessa scrittrice e ideatrice della storia, ovvero Diana Gabaldon, si concentra sulla giovinezza dei genitori di Claire Beauchamp e James Fraser e come nacque il loro amore sia nella Scozia di inizio settecento, sia nell’Inghilterra durante il primo conflitto mondiale.
I GENITORI DI CLAIRE E JAMES FRASER
Saremo quindi a conoscenza di chi erano Julia ed Henry Beauchamp e di come il loro incidente sia stato catalizzante nella loro vita tanto da catapultarli in un’altra epoca. E anche se tutti siamo a conoscenza del loro fatale destino (ne siamo proprio sicuri?) non possiamo che porci le seguenti domande durante la visione di questa prima stagione: cosa accadrà loro? Henry e Julia torneranno mai nel loro presente? Claire da piccola è mai stata una viaggiatrice nella Scozia a inizio XVIII secolo? Quel certificato di matrimonio, arriverà mai fra le mani dell’ormai donna matura Claire Fraser?

E anche se il fatale destino di Ellen MacKenzie ci è stato ricordato molto spesso in Outlander, non possiamo fare a meno di seguire la sua storia d’amore tra lei e Brian Fraser, figlio di Lord Lovat (aggiungerei uno strepitoso Tony Curran) un disgustoso essere umano che altro non fa che odiare i MacKenzie e approfittarsi delle fanciulle. L’amore tra Brian ed Ellen, ovviamente, come ci ha spiegato anche James Fraser nella serie madre, sarà fortemente ostacolato perché Ellen è promessa a Malcolm Grant (Jhon Lumsden), un rampollo dell’alta società che il Laird Colum MacKenzie (Seamus McLean Ross) è costretto a unire in matrimonio a causa dei debiti che loro padre, venuto a mancare da poco, ha accumulato negli anni.
UNA SERIE RICCA DI TRADIZIONI
Assisteremo quindi a cerimonie e riti antichi scozzesi, tra matrimoni, Handfasting, danze celtiche, riti propiziatori, nascite e rudimentali sistemi di medicina. Non mancherà l’ideologia Giacobita, che spingerà Dougal MacKenzie (Sam Retford), Laird dell’esercito MacKenzie, a partecipare alla ribellione di Rob Roy, personaggio realmente esistito e che entra in silenzio nella storia di “Blood of my blood” ma che contribuisce a renderla vera, tangibile.
E anche se gli eventi narrati iniziano in maniera fin troppo frettolosa, in special modo gli innamoramenti sia in casa Beauchamp che in casa Fraser/MacKenzie, la sceneggiatura è ben equilibrata e gli intrecci che si verranno a creare e gli incontri sono credibili, anche se alcune storie, come quella di Julia, in parte sembrano arenarsi, come arrendendosi al fatale destino.
LA CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI, CAST E SCRITTURA
Quel che ha di prezioso “Blood of my blood”, oltre che avere una fotografia e una regia che arricchiscono visivamente il sogno di esplorare una Scozia antica e selvaggia, è la caratterizzazione di alcuni personaggi il fiore all’occhiello della serie. In particolare Henry Beauchamp reduce di guerra, si trova in difficoltà, smarrito dalla perdita di Julia, ancora di salvezza nella sua vita. I suoi incubi, sono credibili e riecheggiano visivamente in un contesto diverso ma non per questo meno violento. Ellen è forte, determinata, innamorata e passionale, elementi che ritroveremo anni dopo in suo figlio James Fraser.

Murtagh Fitzgibbons (Rory Alexander), invece è ferito nell’orgoglio per aver perduto quella che credeva essere l’amore della sua vita, e anche se la sua sotto trama è a tratti curiosa (anche se sa di già visto), ma probabilmente anche poco approfondita, trova fin troppo in fretta un espediente per passare oltre al suo cuore infranto. Un cuore che sappiamo essere devastato dalla notizia che suo cugino Brian ha conquistato il cuore della donna dei suoi sogni.
Un legame quello tra Murtagh ed Ellen perso tra i ricordi di un Murtagh adulto e interpretato da Duncan Lacroix e che avrebbe meritato più attenzione.
Quindi, anche se la sceneggiatura in linea di massima soddisfa le nostre aspettative (in parte) e la narrazione scorre ed è interessante, alcune sotto trame sono difatti fin troppo di facile risoluzione. Vero Malcolm Grant? Specialmente nella parte finale, la prima stagione si dilunga fin troppo in alcune scene che riecheggiano la serie madre.
Nota meritevole alla scelta del cast. Da Hermione Corfield che interpreta la madre di Claire, Julia, che incredibilmente sembra essere la copia carbone di Caitríona Balfe (Claire), come Sadhbh Malin, una giovane Jocasta (rievoca i tratti di Maria Doyle Kennedy), agli stessi interpreti di Murtagh e Brian Fraser, interpretato dallo splendido Jamie Roy, un giovane e aitante guerriero delle Highlands scozzesi.
IN CONCLUSIONE
E anche se la voce fuoricampo di Claire Beauchamp non è presente a introdurre ansie, paure e curiosità di una donna che si trova essere catapultata in un’epoca che non le appartiene, avrebbe giovato trovare un po’ più di preoccupazione in Julia ed Henry appena arrivati nella Scozia del XVIII secolo.

Ad aggiungere potenza alla serie vi è la colonna sonora, nuovamente composta da Bear McCreary che, esattamente come in Outlander, anche qui firma l’opening theme, insieme a Julie Fowlis, ovvero la meravigliosa “For My Love That’s Lost”.
La serie “Blood of my blood” non è perfetta, come la maggior parte dei prodotti seriali di qualità. Ma scorre, è interessante anche a livello storico perché non solo introduce e spiega a tratti molte tradizioni dell’antica Scozia, ma lascia in sospeso alcune storie che, anche siamo a conoscenza di eventi che saranno determinanti nei futuro delle due coppie (ricordate che non sappiamo esattamente cosa realmente è successo a Julia e a Henry), la storia è appassionante e coinvolge. Siamo portati ad essere preoccupati per i protagonisti, e curiosi su cosa possa accadere in futuro. Come si evolverà quindi la storia d’amore tra Brian e Ellen? Julia ed Henry, rimarranno vivi? Gli eventi troveranno un riscontro anche nella serie principale?
Non ci resta che attendere una seconda stagione, già confermata, in attesa di conoscere il reale destino dei suoi protagonisti.

Titolo Originale: Blood of my blood
Anno: 2025
Genere: drammatico, romantico, avventura, storico, fantastico
Ideata: Diana Gabaldon
Prequel: Outlander
Interpreti: Jeremy Irvine, Harriet Slater, Hermione Corfield, Jamie Roy
Distribuzione: Starz
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