Ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti, “La lunga estate calda” è una storia intensa, colma di amore e passione.
Cinquant’anni. Per citare le opere di J.R.R. Tolkien “per un elfo non sono che un mero battito di ciglia” (ok, erano 100 anni, ma bisogna adattarsi). Per qualcuno potrebbero invece sembrare un’eternità. Ma, se parliamo di Hollywood, cinquant’anni rappresentano quello che forse è il matrimonio più bello e longevo della casa dell’industria cinematografica.
Un matrimonio che durò fino al 2008, anno della prematura scomparsa di Paul Newman. Lui e la sua amata Joanne Woodward si conobbero in un teatro, durante la messa in scena della commedia di William Inge, “Picnic”. Newman interpretava il protagonista mentre Joanne aveva il ruolo di sostituta dell’attrice principale.
Ma fu sul set de “La lunga estate calda” che sbocciò definitivamente l’amore e la passione tra Paul Newman e Joanne Woodward.
“E ora scappa. E continua a scappare. Fa un biglietto per un treno qualsiasi e sparisci. E se ti cambi nome e ti tingi i capelli allora forse, bada forse, potrai salvarti da me!”
Ma, proprio come Paul Newman, neppure Ben Quick, il protagonista della pellicola, si è salvato dal fascino e dalla naturale avvenenza della bellissima Clara, impersonata da Joanne Woodward. E la passione che legava i due protagonisti si percepisce ad ogni scambio di sguardi e si palesa ad ogni sequenza in cui Quick e Clara si trovano a recitare insieme, soprattutto nei loro confronti, tanto animati quanto visceralmente appassionati. Perché, per quanto sembra odiarlo, Clara è in realtà l’unica in grado di guardare oltre, e vedere l’uomo piuttosto che il criminale che tutti credono che egli sia.
Cacciato dalla cittadina in cui viveva, accusato di aver appiccato un incendio che ha distrutto il fienile di un coltivatore, Quick decide di cominciare a lavorare per Mister Will Varner (Orson Welles) l’uomo più potente di una piccola cittadina del Mississippi. E sebbene inizialmente anche Varner sia influenzato dalla cattiva reputazione di Ben Quick, in breve tempo cambierà opinione, tanto da chiedergli di sposare sua figlia, Clara.
DALLA PENNA DI FAULKNER
Tutto nacque grazie alla penna di uno dei più grandi scrittori di sempre, William Faulkner. “La lunga estate calda” infatti, altro non è che l’adattamento cinematografico di “The Hamlet”, uno dei più celebri romanzi dell’autore americano. Prodotto e distribuito dalla 20th Century Fox, che volle Martin Ritt come regista, il film ripercorre quello che succede nel famoso romanzo, attingendo da altri racconti di Faulkner stesso, tutti ambientati in una cittadina del Mississippi dal nome impronunciabile, Yoknapatawpha.
Orson Welles e Paul Newman, rispettivamente nei panni di Mister Varner e Ben Quick
Il titolo stesso della pellicola, è una derivazione del terzo capitolo di “The Hamlet”, dal titolo “The long summer”. E fu dei due sceneggiatori, Irving Ravetch e Harriet Frank Jr, l’idea di aggiungere l’aggettivo “Hot”, per sottolineare il clima torrido in cui si svolge la vicenda.
Dalle pagine di Faulkner prese quindi vita il film che avrebbe dovuto riscattare la carriera di Martin Ritt. Il regista infatti, per ben cinque anni, era stato bandito da Hollywood a causa delle sue presunte idee politiche che sostenevano il comunismo. E dopo il grande successo de “La lunga estate calda” Ritt ebbe una carriera di tutto rispetto. Ma mai quanto quella di Paul Newman. Il fu Rocky Graziano infatti, dopo aver vinto il premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes, Newman divenne uno degli attori più richiesti, nonché uno dei più famosi e apprezzati di sempre.
UN UOMO DALL’ANIMA FRAGILE
L’attore quindi ricambiò la fiducia di Ritt, che lo preferì ad attori del calibro di Marlon Brando e Robert Mitchum. Quello di Quick, come molti dei personaggi interpretati da Paul Newman, potrebbe sembrare un personaggio dallo spirito indomabile quanto quello di Rocky Marciano di “Lassù qualcuno mi ama” e Brick Pollitt de “La Gatta sul tetto che scotta”. Ma dietro all’aria da duro disinteressato, si cela un uomo fragile, il cui unico desiderio è quello di trovare un luogo a cui finalmente appartenere.
E l’unica persona in grado di cogliere tale fragilità è Clara, donna forte e intelligente, magnificamente interpretata da Joanne Woodward, che sa esattamente chi vuole essere e cosa desidera dalla vita. Difatti, per quanto Mister Varner conceda a Quick di vivere nella reggia di famiglia, è proprio Clara la persona che darà a Ben un posto in cui sentirsi finalmente a casa: il suo cuore.
Titolo Originale: The Long, Hot Summer
Anno: 1958
Genere: drammatico, sentimentale
Interpreti: Paul Newman, Joanne Woodward, Orson Welles
Regia: Martin Ritt
Soggetto: tratto dal romanzo “The Hamlet” di William Faulkner
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Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.