Con “L’appartamento”, oltre a donarci una delle migliori commedie di sempre, Billy Wilder riesce a dirigere una dolorosa sequenza.
Da “La fiamma del peccato” a “Testimone d’accusa” e, soprattutto, “Viale del tramonto”, Billy Wilder è sempre stato un regista che ha saputo tenere in scacco l’industria hollywoodiana. Ma quello che fece tra il 1960 e il 1961 fu qualcosa di veramente memorabile. Alla 33esima cerimonia degli Academy Awards infatti, “L’appartamento” riuscì dominare la premiazione. Difatti vinse, giustamente, ben cinque Premi Oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura. Raramente una commedia aveva raccolto così tanti consensi da risultare infine una delle migliori di tutti i tempi.
Ma la pellicola con protagonista Jack Lemmon e Shirley MacLaine non è solamente una brillante commedia entrata di diritto nella storia del cinema, bensì uno dei migliori film americani in assoluto. Ilare, tagliente e accusatorio, il film di Wilder riesce a denunciare il sistema capitalistico statunitense senza rinunciare a divertire e intrattenere.
Eppure, in mezzo a tanti fraintendimenti, situazioni ironiche e allegri momenti di spensieratezza, “L’appartamento” cela nella sua trama una sequenza molto struggente.
IL CONTESTO
È la Vigilia di Natale e C. C. Baxter (Jack Lemmon), come sempre, ha prestato il suo appartamento da scapolo al suo capo, J. J. Sheldrake (Fred MacMurray). Quest’ultimo, prima di tornare a casa dalla propria famiglia, vuole passare un po’ di tempo con la sua amante, la dolce Fran Kubelik (Shirley MacLaine), la quale è in perenne attesa che lui lasci sua moglie per poter finalmente stare insieme. Quella sera però, Fran capisce finalmente che questo non accadrà mai, e per questo decide compiere un folle gesto.

Nel mentre, C. C., da sempre innamorato di miss Kubelik, ha deciso di affogare le proprie pene d’amore trascorrendo la serata in un bar. E quando, al suo ritorno a casa, trova la poveretta esanime, non esita a cacciare la donna che aveva appena rimorchiato per prendersi cura di Fran. Un gesto che salverà la vita della fanciulla. E quando il giorno dopo, la mattina di Natale, avverte mister Sheldrake dell’accaduto, dalla sua sfarzosa ed elegante dimora, questi si dimostra del tutto freddo e ai limiti dell’indifferenza.
L’uomo infatti sembra più preoccupato a non farsi scoprire da moglie e figli piuttosto che essere in ansia sulle condizioni della donna che dice di amare. Ascoltando un frammento della conversazione tra C. C. e il suo capo, Fran ha quindi la definitiva conferma che non otterrà mai l’affetto sincero di Sheldrake.
DUE UOMINI COMPLETAMENTE DIVERSI
E da quello che potrebbe sembrare un banale scambio di battute, traspare quanto siano differenti le personalità dei due uomini. Invero, proprio come il suo appartamento, Baxter è una persona semplice ma calorosa. Un uomo dall’animo gentile che non esita un secondo ad aiutare la donna che gli ha spezzato il cuore. Al contrario, con indosso la sua elegante vestaglia ancora nuova di zecca, nella sua sontuosa ma arida villa, J. J. si dimostra arido quanto la casa in cui vive.

La sequenza si dimostra quindi particolarmente struggente in quanto, oltre a star fisicamente male a causa della quantità di sonniferi assunta, Fran subisce quelle stesse pene d’amore che Baxter ha provato per lei. Accudita in maniera impeccabile da C. C. l’avvenente fanciulla continua a pensare a quell’uomo che si è approfittato di lei. Allo stesso modo, senza mai mancare di gentilezza o disponibilità, Baxter apprende immutabilmente che dovrà dire addio all’amore (non corrisposto) della sua vita… almeno per il momento.
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