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Il robot selvaggio: La potenza delle immagini

Andrea Di Mastrorocco by Andrea Di Mastrorocco
in Cinema, Cinema Recensioni
Il robot selvaggio: La potenza delle immagini
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“Il robot selvaggio”. Una pellicola semplicemente spettacolare targata DreamWorks.

Una nave cargo viene colpita da una forte tempesta e finisce per schiantarsi contro degli scogli, perdendo così tutto il carico, che finisce sperduto su un’isola incontaminata. Qui si risveglia l’unità ROZZOM 7134, “ma tu puoi chiamarmi Roz”, un robot pensato e costruito per assistere gli esseri umani e portare a termine i compiti da essi assegnati.

TRAILER

Ma sull’isola non ci sono essere umani (per fortuna!), e Roz si trova costretta a dover imparare il linguaggio degli animali che la popolano finendo così per affezionarsi ad un pulcino, che poi prenderà il nome di Becco Lustro, con il quale instaurerà un profondo legame madre-figlio.

L’ANIMAZIONE HA FATTO PASSI DA GIGANTE

Scritto e diretto da Chris Sanders, già regista di “Lilo & Stich” e “Dragon Trainer”, “Il robot selvaggio” è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo illustrato di Peter Brown. E, come si evince anche dal trailer, è un film d’animazione di rara bellezza e potenza, accompagnato da una colonna sonora, composta da Kris Bowers, da brividi, che riesce a trasmettere emozioni talmente forti da colpire direttamente al cuore. Senza però rinunciare al tipico intrattenimento infantile perché, è bene ricordarlo, nonostante la profondità della storia, “Il robot selvaggio” è un film pensato anche, e soprattutto, per i bambini.

È ormai evidente che negli ultimi anni l’animazione ha fatto passi da gigante. Basti pensare ad un’opera come “Pinocchio” si Guillermo del Toro o allo stesso “Inside Out”, e la pellicola di Sanders è l’ennesima conferma delle grandi potenzialità di questa tecnica. Interamente girato con la computer grafica “Il robot selvaggio” si presenta come un’opera che trova proprio nella rappresentazione delle immagini il suo più grande pregio.

QUALCHE PICCOLO E TRASCURABILE DIFETTO

La trama infatti, nella sua banalità, non è di certo la più scontata vista in un’opera animata, tuttavia non empia da difetti, anche se in questo caso (più che in altri) si può tranquillamente soprassedere. Infatti, per quanto l’amicizia tra Roz e la volpe Fink sembri nascere per caso, complice anche un salto temporale forse un po’ troppo accentuato, il rapporto che si crea tra lo strano trio completato da Becco Lustro, è talmente bello e intenso da poter tralasciare tali negligenze (se così si possono definire).

Il robot selvaggio: La potenza delle immagini
Roz e alcuni abitanti dell’isola. Alla sua destra la volpe Fink.

Ed anche l’introduzione di alcuni personaggi secondari, che avviene solamente superata la metà del film, sia molto casuale, le emozioni che si provano nel vedere come si sviluppa la trama colmano senza dubbio la fretta con cui entrano a far parte della storia.

LA GIUSTEZZA DELLE IMMAGINI

Ma, come è già stato sottolineato, è la giustezza delle immagini il vero punto di forza del nuovo film animato targato DreamWorks. I colori avvolgono i personaggi, che risultano estremamente espressivi nonostante si tratti di animazioni, e stagione dopo stagione cambiano tonalità, rendendo il tutto estremamente realistico. Persino il rigido e grigio inverno, rappresentato con quella che viene definita come la peggior tempesta mai vista, è una gioia per gli occhi.

Alcune inquadrature sono talmente belle da ricordare un quadro. L’attenzione ai dettagli, supportati da una fotografia in grado di esaltare sia i momenti luminosi che quelli più cupi, riesce a cogliere tanto l’evoluzione dell’isola durante il cambio delle stagioni quanto gli stati d’animo degli animali e del robot che la popolano. In conclusione “Il robot selvaggio” è una poesia visiva che riesce a trasmettere un turbinio di emozioni nonostante la trama si sviluppi senza eclatanti colpi di scena.

Il robot selvaggio: La potenza delle immagini

Titolo Originale: The Wild Robot

Anno: 2024

Genere: animazione, fantascienza, avventura

Durata: 102 min

Soggetto: Tratto dall’omonimo romanzo di Peter Brown

Sceneggiatura: Chris Sanders

Interpreti: Kit Connor, Pedro Pascal, Mark Hamill

Regia: Chris Sanders

Casa di Produzione: DreamWorks Animation

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Andrea Di Mastrorocco

Andrea Di Mastrorocco

Nientologo di fama internazionale appassionato di cinema fin da quando il Giudice Morton ha tentanto di incastrare Roger Rabbit e Tom Hanks danzava su un pianoforte gigante in un negozio di giocattoli. Ama lottare con gli squali, sfasciare le vetrate e mangiare lampadine, anche se il suo piatto preferito è il cheesburger del Big Kahuna Burger, dove anche gli hawaiani fanno gli hamburger”. Sogna da sempre di guidare la Batmobile ma per adesso si accontenta di non parlare di cose che non conosce.

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