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Ritorno al Futuro: La DeLorean, immagine simbolica del viaggio nel tempo

Alessia Lugli by Alessia Lugli
in Anni '80, Cinema, CinemArte, Ritorno al Futuro
Ritorno al Futuro: la DeLorean, immagine simbolica del viaggio nel tempo
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La macchina del tempo creata dalla genialità di Doc Brown, messa sotto la nostra lente d’ingrandimento. Quali sono i segreti che nasconde la macchina del tempo più famosa del cinema?

È notte e Marty McFly, svegliato all’improvviso dal suo amico Dottor Emmet Brown, uno scienziato “pazzo” ben poco gradito a Hill Valley, città natale del ragazzo, sfreccia con il suo skateboard al Twin Pines Mall, un grande parcheggio vuoto e luogo di incontro con Doc. Di fronte a lui un furgone con la scritta “Dr. E. Brown Enterprises”. Doc è già lì e lo sta aspettando.

Einstein, il cane del dottor Brown, che presto diverrà il primo essere vivente a viaggiare nel tempo, accoglie Marty con tenerezza e insieme assisteranno a qualcosa che mai e poi mai dimenticheranno in vita loro. Il furgone del dottor Brown si apre, e da lì tutto fumo intorno. Una scena colma di epicità e che serve a far capire a noi che assistiamo che il prezzo del biglietto del cinema vale la candela. E così, di fronte ai nostri occhi, scende lentamente una macchina, una DeLorean, che rimarrà non solo impressa nella mente dello spettatore, come “Herbie il maggiolino tutto matto”, oppure il Generale Lee, la macchina rosso fiammante dei cugini Duke di Hazzard, ma diverrà iconica nel tempo.

Ed era proprio questo che i creatori di “Ritorno al futuro”, ovvero Bob Gale e Robert Zemeckis (qui l’articolo su come hanno avuto il lampo di genio) volevano per la loro macchina del tempo. Una scena epica, dove tutti rimanessero a bocca aperta, esattamente come Marty e Einstein, abbagliati alla sola vista di quella macchina, “geneticamente modificata”, quale fu la DeLorean.

UN FRIGORIFERO?

Esattamente. E pensare che i creatori avevano avuto questa idea surreale di dipingere su carta la loro macchina del tempo prendendo come punto di riferimento un frigorifero, un’enorme scatola statica dove il povero viaggiatore nel tempo non avrebbe potuto muoversi affatto.

Ritorno al Futuro: la DeLorean, immagine simbolica del viaggio nel tempo
Doc. Emmett Brown e Marty McFly (Christopher Lloyd e Michael J. Fox)

Fortunatamente la logica ebbe la meglio e pian piano le idee si svilupparono e cambiarono forma, come la macchina del tempo che divenne appunto una vera e propria macchina mobile dove il povero protagonista poté finalmente cambiare la sua esistenza, cercando disperatamente un sostituto adatto al plutonio, e quindi una vera e propria scarica di un fulmine per riuscire a tornare a casa. Una DeLorean, una macchina che sembrasse aver preso forma in un comune garage.

TRE MACCHINE, DIVERSE FUNZIONALITÀ

Ron Cobb, fece proprio lui i disegni della macchina del tempo. Ma i disegni non erano stati realizzati allo scopo di seguire alla lettera cosa sarebbe stato inserito all’interno e all’esterno della DeLorean. Difatti, come ammesso da Kevin Pike, il supervisore degli effetti speciali, sono esistite 3 Delorean.

La prima sarebbe stata equipaggiata con tutte le parti di elettronica, tutti quanti quegli elementi che avrebbero raccontato le parti della storia di “Ritorno al futuro”, come il flusso canalizzatore e il display rosso, verde e giallo, che rese omaggio alla macchina del tempo del film “L’uomo che visse nel futuro”. Era l’auto principale usata per il film e quella vista da Marty e da Einstein al Twin Pines Mall.

La seconda macchina sarebbe stata usata solo e soltanto per le riprese durante la guida e per il lavoro delle controfigure e non possedeva gli elementi della prima automobile, ma fu proprio quella che venne distrutta dal treno alla fine del terzo film. Mentre la terza macchina era quella che veniva tagliata più volte per le riprese all’interno. E fu proprio la terza macchina che venne usata in tutta la trilogia.

LA DELOREAN, UN’OPERA D’ARTE

Incredibilmente, il concept iniziale non esigeva che la DeLorean possedesse troppe caratteristiche tecniche, tanto da focalizzarsi troppo sulla macchina stessa e quindi sul viaggio nel tempo. Difatti il film “Ritorno al futuro”, paradossalmente si distacca dall’idea del viaggio nel tempo, concentrandosi più sulla famiglia di Marty e sull’amicizia tra lo stesso e Doc Brown che sulla fantascienza in sé.

Ritorno al Futuro: la DeLorean, immagine simbolica del viaggio nel tempo
La mitica DeLorean.
La DeLorean, una volta raggiunte le 88 miglia orarie e dopo aver lasciato una scia di fuoco sull’asfalto, scompare, senza lasciare traccia. La rivedremo nel 1955 ma la storia della creazione della macchina e quindi del Flusso canalizzatore che rende possibile il viaggio nel tempo e i modi che Doc Brown utilizzerà per far tornare il ragazzo al suo tempo, saranno solo la base logistica che farà da contorno al soggetto iniziale: Marty riuscirà ad unire i suoi genitori impedendo quindi di svanire nell’esistenza?

Ad ogni modo, il design per la creazione della DeLorean impiegò circa 374 persone incaricate ad inserire tutte le parti di elettronica (seguendo il corretto funzionamento). Per riuscire a trovare i pezzi necessari per il design che avrebbe contraddistinto la macchina del tempo da una normale automobile gli addetti andarono a cercare i pezzi per i vari discount, negozi di elettronica per cercare pezzi validi ma allo stesso tempo economici. Così poi da passare dal laboratorio dove il team creativo le introdusse sull’auto e all’interno dell’automobile, così che le varie parti avessero un senso e funzionassero alla perfezione.

La DeLorean non fu una macchina perfetta, anzi, a detta di Michael J. Fox era davvero molto scomoda anche da guidare. Ma innegabilmente è divenuta iconica. Se si pensa ad una macchina del tempo (Tardis a parte, ovviamente, anche se più di nicchia) si pensa alla DeLorean. E chi non ha mai sognato di viaggiare nel tempo anche solo una volta nella vita?

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Alessia Lugli

Alessia Lugli

Cresciuta insieme a Marty McFly e ai suoi straordinari viaggi nel tempo, ho sempre sognato di vivere negli anni '80 e magari avere il professor Keating come grande filosofo di vita. Amo i musical, le grandi storie d'amore e ogni film che riguarderei all'infinito. Convinta che si debba sempre guardare al passato per vivere il presente, adoro guardare i grandi classici del cinema.

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