Nel settimo episodio di “IT – Welcome to Derry”, Andy Muschietti rielabora una delle pagine più nere della storia della cittadina del Maine.
Il 27 ottobre del 2025 su Sky (e quindi su Now TV) è approdata l’attesissima serie “IT – Welcome to Derry” (qui la recensione della prima stagione). La storia, rielaborando ciò che il grande Stephen King ha descritto nel suo romanzo, racconta di uno dei tanti risvegli del clown più terrificante della storia. In particolare, ripercorre quello che nel libro era il risveglio del Mostro alla fine degli anni ’30 ma che però, nell’universo di Andy Muschietti, avviene nel 1962.
LA SCENA
Come ben sappiamo, l’opera originale scritta da Stephen King e pubblicata nel 1986, che si presenta con l’impressionante mole di oltre mille pagine, oltre a raccontare la trama legata ai Losers e alla loro battaglia contro il Male Primordiale, è ricca di personaggi secondari e sotto trame che, seppur interessanti, non hanno mai trovato il giusto spazio. Invero, sia la miniserie del 1990 che gli adattamenti cinematografici del 2017 e del 2019, hanno tralasciato molti aspetti della storia. Uno di questi è l’incendio del Black Spot.
Ma andiamo per gradi…
NEL ROMANZO
Per prima cosa è opportuno precisare che ogni risveglio di IT, in cui il demonio si concentra sul suo nutrimento prima di tornare al letargo quasi trentennale, ovvero della durata di 27 anni, si conclude con un’ultima grande battuta di caccia. E il massacro che avviene al Black Spot, il centro ricreativo per soldati di colore stanziati a Derry, rappresenta l’ultima abbuffata del Mostro prima di essere sconfitto definitivamente dai Losers. Una sequenza molto importante, che nel libro aiuta a comprendere quale sia il modus operandi di IT e che i creatori di “IT – Welcome to Derry” sono riusciti a rielaborare in maniera davvero intelligente.

Stando a quanto apprendiamo dalle pagine del diario di Mike Hanlon, l’attacco al Black Spot avvenne per mano di un gruppo di estremisti razzisti noti come Maine Legion of White Decency. Spinti dall’influenza maligna di IT, questi appiccarono un incendio che uccise decine di soldati di colore. E durante il pandemonio, il Male si palesò con la forma di un gigantesco uccello predatore per fare scempio delle carni delle vittime e trarne così nutrimento.
Una scena raccapricciante descritta con minuziosa precisione dal Re. Eppure, Andy Muschietti, riadattando l’incendio del Black Spot, dimostra che la serie non solo racconta episodi che finora erano stati ignorati, ma riesce addirittura ad espandere l’universo creato dallo scrittore. E, cosa non meno importante, mette in risalto quanto la razza possa essere crudele.
NELLA SERIE TV
Invero, per quanto IT abbia il totale controllo della città di Derry, la folla capitanata dall’ex sceriffo Bowers, agisce per puro e incondizionato odio razziale. Difatti non appena aver ricevuto la notizia che Hank Grogan, il presunto omicida dei ragazzini, è a piede libero, gli uomini bianchi di Derry, si armano di fucili, mazze e piedi di porco, dirigendosi al Black Spot per catturare e quindi vendicare tutti quei bambini e uccidere il povero Hank. Ma, a differenza del romanzo, non è IT a guidare la massa, bensì Ingrid Kersh, la figlia di Bob Gray (il vero Pennywise), che spera di attirare l’attenzione del Clown.

Girato con un incredibile piano sequenza, il massacro avviene nel più macabro e claustrofobico dei modi. Infatti, dopo che i militari si rifiutano di consegnare Grogan alla folla, Bowers e i suoi galoppini sigillano le porte del Black Spot e in men che non si dica, danno fuoco e fiamme alla struttura, restando impassibili a osservare. Compiaciuti, mentre uomini, donne e bambini vengono bruciati vivi. Ed è a questo punto che IT si palesa, con le sembianze di Pennywise, terrorizzando i presenti e nutrendosi delle loro carni. Persino Ingrid cade vittima del Mostro subendo l’effetto della Luce dei Morti e sprofondando poi in uno stato catatonico.
ISTINTO PREDATORE
Oltre a diventare un evento centrale, che approfondisce la psicologia di personaggi come Ingrid Kersh e Dick Hallorann, l’incendio del Black Spot mostra quanto il genere umano possa essere degenerato. La scena riesce a fondere la paura eterea trasmessa da IT e l’ansia claustrofobica per la tragedia che si sta consumando tra le fiamme, in una sequenza dal forte impatto emotivo e ottimamente diretta. E, soprattutto, dimostra quanto labili siano le menti degli abitanti di Derry (e quindi della razza umana). Perché, al contrario degli eventi narrati da Stephen King, almeno in questa occasione, sono gli uomini il vero Mostro e non IT.
Difatti, per quanto malvagio, spietato, il Clown agisce come un predatore e uccide per nutrirsi, sfruttando l’odio incondizionato mostrato da Bowers e dai suoi seguaci. Sono gli abitanti di Derry invero che, agendo per pura malevolenza, uccidono (senza provare alcun rimorso) solamente per sentirsi poi appagati del proprio operato.
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